La fabbrica di elettrodomestici Whirlpool chiude a Napoli: 430 operai a rischio

Paterniano Del Favero
Mag 31, 2019

Whirlpool, rende noto il gruppo in un comunicato, nell'incontro di oggi a Roma con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per un aggiornamento sul Piano industriale Italia 2019-2021 ha ribadito "la strategicità dell'Italia all'interno della regione Emea da un punto di vista industriale e commerciale e ha confermato le direttrici strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre presso il ministero dello Sviluppo economico; in particolare gli investimenti pari a 250 milioni di euro per il triennio 2019-2021 in attività di innovazione, prodotto, processo e ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia". I sindacati criticano duramente il gruppo ricordando come l'accordo dello scorso anno prevedesse la garanzia di investimenti mirati per tutti i siti Whirlpool per tre anni fino al 2021. Il trasferimento a Comunanza (Ascoli Piceno) della produzione delle lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia è stato confermato. Il sito beneficerà di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800.000 unità. Whirlpool Emea fa sapere in un comunicato che "intende procedere con la riconversione del sito e la cessione del ramo d'azienda a una società terza in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano".

Nel frattempo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha affermato, in una nota, di aver già provveduto a convocare un tavolo di crisi proprio sulla vertenza relativa al futuro dello stabilimento napoletano dell'azienda. "Subito dopo l'annuncio da parte di Whirlpool della decisione di chiudere Napoli, una delegazione sindacale si è recata al Mise, per chiarire la gravità della situazione e ottenere la convocazione del tavolo". "Qualsiasi ipotesi di modifica del piano e di chiusura di chiusura di stabilimenti è per noi inaccettabile" ribadiscono. "Ora basta!" ha dichiarato in una nota Francesca Re David, segretaria generale di Fiom-Cgil. "Chiarezza che dovrà esser fatta prima di tutto per i 430 lavoratori e le loro famiglie, che sono e restano la priorità assoluta per il sottoscritto e tutto il Mise, che è pronto a rimettere in discussione l'intero piano industriale e a verificare l'utilizzo che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino ad oggi".

Sono passati appena sette mesi da quando lo scorso 26 ottobre 2018 il vicepremier Luigi Di Maio esultava sui social per aver chiuso un accordo che assicurava il posto di lavoro a centinaia di lavoratori: ora quell'accordo è carta per incartare i pesci. "Solo a ottobre scorso, con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale, quindi con l'impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell'occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo - spiegano dal sindacato - è inaccettabile che gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management". "Napoli tradita da Whirlpool", accusa la Fiom-Cgil in una nota. All'incontro di questa mattina, chiesto da tempo dalle organizzazioni sindacali, il management di Whirlpool ha annunciato l'intenzione della multinazionale americana di vendere lo stabilimento di Napoli. Abbiamo chiesto un incontro urgente al Ministero. È necessaria una presa di posizione del governo, co-attore dell'accordo quadro che ad oggi viene messo in discussione dall'azienda. Assemblee e scioperi sono stati indetti in tutti gli stabilimenti del gruppo. Sono 420 i dipendenti che saranno licenziati dalla multinazionale statunitense leader nella produzione di elettrodomestici.

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