Bangladesh:bruciata viva dopo denuncia molestie, 16 condanne

Bruno Cirelli
Mag 31, 2019

Sedici persone sono state condannate in Bangladesh per aver bruciato viva una ragazza di 19 anni che aveva denunciato di aver subito molestie sessuali da parte del preside della sua scuola islamica.

Si è trattato di un vero e proprio "piano militare", hanno detto le autorità, riferendosi ai preparativi per uccidere la ragazza, omicidio che aveva scatenato forti proteste in tutto il Paese. Il 27 marzo ha raccontato che il preside l'aveva chiamata nel suo ufficio e aveva cominciata a molestarla. Il poliziotto che aveva scritto la deposizione l'aveva filmata illegalmente, poi aveva diffuso il video su internet, reato per cui ora è formalmente accusato. Dopo l'arresto del preside, in seguito alla denuncia, alcune persone avevano preso le parti le parti di Siraj Ud Doula, organizzando una manifestazione per chiedere il suo rilascio. Ma Nusrat, sopravvissuta per qualche giorno con ustioni sull'80% del corpo, dal letto dell'ospedale era riuscita a raccontare le circostanze dell'incidente prima di morire il 10 aprile. L'accusa ha chiesto la pena di morte per tutti gli imputati. I due politici e altri due imputati hanno negato le accuse. Gli altri hanno confessato.

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