Nissan: Fca-Renault possibile opportunità - Ultima Ora

Paterniano Del Favero
Mag 30, 2019

"Inoltre la proposta riduzione delle piattaforme include alcuni rischi di cannibalizzazione fra i modelli Fca e Renault, rischi che potrebbero mitigare le attese sinergie".

Dal punto di vista geografico, in base alle vendite globali di Fca e di Groupe Renault del 2018, la società risultante dalla fusione sarebbe la quarta nel Nord America, la seconda in Emea e la prima in America Latina e avrebbe maggiori risorse necessarie per accrescere la propria presenza nella regione Apac.

"FCA e Renault sono compatibili e i target indicati sono prudenti". Come si legge ancora nel comunicato stampa, la nuova società "diventerebbe un leader mondiale nel settore automobilistico in rapida evoluzione con un forte posizionamento nelle nuove tecnologie inclusi i veicoli elettrici e quelli a guida autonoma".

La possibile integrazione fra FCA e Renault non sarebbe osteggiata da Nissan, che secondo le indiscrezioni raccolte dal quotidiano giapponese Nikkei non si è opposta all'accordo, destinato inevitabilmente a ripercuotersi sull'Alleanza Renault Nissan Mitsubishi. "E non vediamo l'ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose". Il gruppo di Elkann ha garantito che nessuno stabilimento verrebbe chiuso. "Se questa fusione andrà avanti, la nascita della nuova società potrebbe richiedere più di un anno". Se l'alleanza venisse in seguito estesa a Nissan-Mitsubishi, attualmente al quinto posto della classifica mondiale, il nuovo gruppo balzerebbe al primo posto con 15,6 milioni di vetture vendute. Già perché, è bene ricordarlo, sono decenni che Renault non gioca più in solitaria: come sottolineato più volte dallo scandalo Ghosn, che comunque sembra già acqua passata, è dal 1999 che esiste la Renault-Nissan-Mitsubishi Alliance, controllata in egual misura proprio da Renault e Nissan.

L'amministratore delegato di Renault, Jean-Dominique Senard, in un'intervista a Bloomberg mostra ottimismo sulla possibilità di convincere gli alleati giapponesi della bontà dell'operazione con Fca, assicurando che questa "non comporterà sacrifici per le persone". A seguire i fondi Tiger al 3%, Harris, Blackrock e Vanguard con il 2%, quota che avrà la stessa Renault, mentre Daimler avrà l'1%. Il restante 53% resterà in mano al mercato.

La notizia ora è ufficiale: Fca (Fiat Chrysler Automobiles) ha inviato al cda di Renault una lettera non vincolante proponendo "una aggregazione delle rispettive attività nella forma della fusione 50/50".

"È un progetto che stiamo osservando in una luce ragionevolmente favorevole", ha detto la portavoce del governo Sibeth Ndiaye a BFM TV. La fusione promuoverebbe "la sovranità economica" dell'Europa, dove "abbiamo bisogno di giganti".

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