Huawei senza Play Store: c’è già l’alternativa

Bruno Cirelli
Mag 23, 2019

Come conseguenza del bando di Trump, Google non fornirà più al colosso cinese hardware, software e servizi.

Di senso opposto è quanto scrive il sito The Information, che riferisce di un'intervista in esclusiva con Yu e sostiene che l'OS sia "lontano dall'esser pronto".

La revoca della licenza commerciale di Android a Huawei da parte di Google, avvenuta domenica in seguito all'ordine esecutivo con cui il governo USA ha vietato la vendita di prodotti tecnologici al colosso asiatico, non ha trovato del tutto impreparata la compagnia cinese, che sembra pronta a reagire al duro colpo. Produttori mondiali di microchip Intel, Qualcomm e Broadcomm stanno sospendendo le forniture dei loro componenti, che Huawei utilizza nei suoi dispositivi. Domenica intanto Google ha sospeso la licenza Android a Huawei e cio' significa che gli utenti potrebbero improvvisamente non poter piu' utilizzare sugli smartphone della casa cinese le applicazioni e i servizi di Mountain View perche' verrebbero meno gli aggiornamenti del sistema operativo.

Cosa implicherebbe rinunciare a Google?

Ecco, sempre secondo Bloomberg, nel 2018 Huawei avrebbe offerto agli sviluppatori di app degli incentivi per spingerli a pubblicare le applicazioni sul proprio negozio, che gode di un'importante popolarità soprattutto in Cina, ma che ora deve necessariamente diventare popolare anche nel resto del mondo, visto che è ormai certo che da Agosto 2019 Huawei non possa più usare i servizi di Google sui propri smartphone (e quindi neanche il Play Store).

Huawei difficilmente riuscirà in soli 3 mesi a realizzare uno store di applicazioni in grado di servire come reale alternativa al Play Store di Google per incentivare i consumatori a preferire i suoi smartphone piuttosto che quelli di altri produttori come Samsung, Sony, LG, OnePlus, ecc. "Continueremo a costruire un ecosistema sicuro e sostenibile, in modo da offrire la migliore esperienza ai nostri utenti su scala globale".

L'azienda portoghese non è nuova a collaborazioni con realtà cinesi: ha già una partner ship con OPPO, oltre 900 mila app a disposizione degli utenti ed oltre 200 milioni di appassionati.

Successivamente abbiamo visto che, dopo l'uragano iniziale, gli USA hanno concesso a Huawei altri 90 giorni per aggiornare gli smartphone già in commercio e, nello stesso tempo, per consentire a tutte le aziende americane che collaborano con l'azienda cinese di trovare un'alternativa. Sicuramente bisognerà fare in fretta.

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