Cannes 2019 - C'era una volta a...Hollywood: recensione

Ausiliatrice Cristiano
Mag 23, 2019

A quarto di secolo da quel 21 maggio 1994, il regista italo-americano ha riconquistato la Croisette con "C'era una volta a Hollywood", che nella prima al Grand Theatre Lumière ha raccolto sei minuti di applausi e standing ovation al termine della proiezione, mentre molti dei primi commenti che arrivano dalla critica a mezzo social parlano in termini entusiastici del film (anche se non manca qualche giudizio più tiepido). Cannes si divide: meglio DiCaprio o Pitt?

Tanti gli ospiti del tappeto rosso più affollato di questa edizione, tra cui la giurata Elle Fanning, completamente ripresa dopo il malore per il vestito troppo stretto, con la sorella Dakota che nel film interpreta una delle seguaci di Charlie Manson. Il regista Quentin Tarantino ha diffuso una campagna contro gli spoiler lanciando l'hashtag #NoSpoilersInHollywood. Tarantino, da Bastardi senza gloria ai suoi western. Voi amate il cinema. A 25 anni dalla Palma d'oro per Pulp Fiction, a quattro dal suo ultimo film (The Hateful Hate), con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt protagonisti, c'erano tutte le premesse perché Once Upon a Time... in Hollywood fosse l'evento del Festival 2019... Siamo nel 1969, e alle loro vicende si intrecciano quelle di Sharon Tate (Margot Robbie, uno schianto), che assieme al marito Roman Polanski è vicina di casa di DiCaprio in Cielo Drive.

Tarantino ha spiegato di considerare il progetto "la mia sceneggiatura più personale", paragonandola allo script di un altro grande film di successo: "Penso a questo film come alla mia memoria". L'amore per gli spaghetti western di cui Tarantino è il primo fan, il produttore Al Pacino manda Rick Dalton a Roma a lavorare con Sergio Corbucci "il secondo migliore regista italiano" ed è chiaro che il primo è Sergio Leone.

Ma C'era una volta... a Hollywood è d'altra parte un film che non nasconde i difetti e, magnificamente irresponsabile, vive anche di splendidi eccessi: il carattere ultra divistico (quando Brad Pitt si toglie la maglietta viene giù la sala...), le sequenze stracult (fantastica quella in cui Brad viene sfidato da Bruce Lee, ma anche il dialogo tra DiCaprio e una bimba prodigio di 8 anni che usa il Metodo), il feticismo, ne fanno un'ode all'epoca in cui sogni sembravano (forse a causa dell'LSD?) più veri.

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