Tumori: broccoli un aiuto naturale, studio spiega perché

Barsaba Taglieri
Mag 21, 2019

Ad ogni modo questa scoperta è molto importante e apre una strada verso la cura per il cancro. Ecco dunque perchè i broccoli hanno un effetto anticancro, noto da tempo. Secondo uno studio, il cui primo autore è Pier Paolo Pandolfi, direttore del Cancer Center e del Cancer Research Institute del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) della Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), in alcune verdure vi sarebbe un composto in grado di proteggere l'organismo dai tumori.

All'interno dei broccoli è contenuto un potente gene oncosoppressore, denominato Pten.

Tuttavia per quanto sia importante introdurre nella dieta le verdure crucifere, quali broccoli, cavoli e cavolfiori, non si deve ingenerare l'illusione che ciò possa essere sufficiente per allontanare il rischio di una patologia tumorale. Negli anni all'Indol-3-carbinolo sono state associate numerose proprietà farmacologiche come antitumorale, antiossidante, anti-aterogenico (contrasta l'aterosclerosi). "Questo meccanismo - prosegue - non solo regola la crescita tumorale, ma è anche una sorta di 'tallone d'Achille' che potremo colpire con diverse opzioni terapeutiche". I ricercatori guidati tra l'altro da un italiano, Pier Paolo Pandolfi, hanno scoperto che un composto estratto dai broccoli può attivare un soppressore tumorale colpendo il cancro infiltrato nelle cellule. Gli studiosi hanno quindi cercato di capire se, riportandolo a livelli normali, questo formidabile composto anti-cancro ritorni a svolgere la sua azione. Come abbiamo già visto, i ricercatori in questione hanno individuato un composto naturale chiamato indol- 3-carbinolo presente nelle crucifere che pare vada a spegnere il gene che favorisce i tumori. Questi vegetali così come i cavoli, le rape e i cavoletti di Bruxelles, sono dei veri alleati nella lotta che contrappone la comunità scientifica ad una delle malattie più temute dalla società moderna.

Gli esperti hanno poi rilevato che una molecola contenuta nei broccoli, potrebbe contrastare l'effetto cancerogeno di Wwp1. L'I3C è in grado di riattivare i sistemi di controllo dell'organismo volti a bloccare la crescita e la proliferazione delle cellule maligne, almeno là dove sia coinvolto l'oncosoppressore PTEN. Somministrata ai topi, infatti, inattiva questo gene restituendo a Pten i suoi super poteri di oncosoppressore. Il team punta adesso a nuovi studi con l'obiettivo finale di mettere a punto inibitori ancora più potenti del gene causa-cancro Wwp1, sfruttando anche l'editing genetico con la tecnologia Crispr, ipotizza Pandolfi.

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