Perché il blocco di Huawei negli USA interessa anche a noi

Bruno Cirelli
Mag 20, 2019

"L'influenza (del bando Usa) non sarà rilevante, ma non ci aspettiamo una crescita particolarmente buona (su quel mercato)", ha dichiarato Ren durante una conferenza stampa presso il quartier generale dell'azienda, a Shenzhen.

In un altro attacco velato, l'ex governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan ha detto in un forum a Pechino venerdì che le tattiche di alcuni leader hanno sfidato la logica e sono state destinate al fallimento. Lo scrive il quotidiano "Nikkei", che cita fonti aziendali anonime.

Ora, anche un analista rispettato come Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, ha preso carta e penna e fatto i calcoli all'ultimo milione. Inoltre, conclude l'azienda, "queste restrizioni irragionevoli violeranno i diritti di Huawei e solleveranno altri gravi problemi legali".

Per tutto l'anno scorso abbiamo visto un accanimento degli Stati Uniti, del suo governo e delle agenzie ad esso collegato, contro il colosso cinese Huawei.

Contestualmente, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha annunciato di aver inserito proprio Huawei e 70 sue affiliate alla propria cosiddetta "Entity List", una mossa che vieta al gigante delle telecomunicazioni di acquistare parti e componenti da società statunitensi senza l'approvazione del governo degli Stati Uniti.

Il doppio affondo della Casa Bianca nei confronti di Huawei si ripercuote su tutta la filiera mondiale delle tlc, per adesso sulla Borsa e nelle parole degli analisti, nei prossimi mesi si valuteranno gli effetti reali. L'azienda entra dunque a far parte della lista nera del paese assieme a molte altre. La scelta definitiva della Casa Bianca era attesa entro il 18 maggio, giorno in cui il presidente si sarebbe dovuto pronunciare sul rapporto del Dipartimento del Commercio Usa che definiva le importazioni del settore "una minaccia alla sicurezza economica degli Stati Uniti".

In una dichiarazione a seguito dell'ordine, Huawei, che ha sempre negato ogni connivenza spionistica, ha dichiarato che "limitare Huawei dal fare affari negli Stati Uniti non renderà gli Stati Uniti più sicuri o più forti; invece, servirà solo gli Stati Uniti a rivolgersi ad alternative inferiori ma più costose, lasciandoli in ritardo nella distribuzione 5G".

L'ordine, che concede al segretario del commercio il potere di determinare quale tipo di operazione d'acquisto possa porre potenziali rischi alla sicurezza del Paese, non si riferisce formalmente ad alcuna compagnia specifica.

La sfida tecnologica è attualmente al centro della rivalità commerciale tra Pechino e Washington. Il colosso della tecnologia cinese sarà chiamato a pagare severe sanzioni per violazione ed appropriazione indebita di tecnologia.

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