Tutti i falsi miti sulla dieta senza glutine

Barsaba Taglieri
Mag 18, 2019

Quando parliamo di glutine ci riferiamo alla componente proteica del frumento (composta da due proteine, gluteline e prolamine) che è presente in altri cereali (orzo, farro, avena, segale, kamut) e che si trova quindi un po' ovunque (pasta, pane ed in tutti i prodotti da forno come pizze, torte, biscotti, cracker).

"I bambini conoscono molto bene la celiachia, fa parte ormai della loro quotidianità, soprattutto a scuola" ha dichiarato l'amministratore unico di Milano Ristorazione, Fabrizio De Fabritiis, agggiungendo che "è importante far capire che è possibile mangiare senza glutine con gusto, senza incorrere in rischi per la salute, favorendo così l'integrazione dei bimbi celiaci con i loro compagni".

Tuttavia, da qualche tempo, sempre più persone tendono a preferire alimenti privi di glutine: da recenti indagini sui consumatori risulta che 1 italiano su 10 ritiene che la dieta gluten free sia più salutare e che 3 su 10 pensano che faccia dimagrire. Eliminare i cereali senza indicazione del medico non è una soluzione salutare. Il fatto di perdere peso a seguito dell'eliminazione del glutine dalla dieta è un falso mito. La perdita di peso può essere iniziale, ma i chili persi saranno riacquistati non appena si reintroducono i cereali nella propria alimentazione.

Il diretto responsabile dei chili di troppo non è il glutine, ma le altre sostanze presenti negli alimenti: si può certamente dimagrire eliminando l'assunzione di cibi raffinati che contengono glutine, ma solo perché spesso questi sono cibi ricchi anche di calorie e grassi.

Questa affermazione è del tutto falsa per un individuo sano: eliminarlo significa impoverire l'alimentazione di un componente essenziale per l'organismo. Quindi, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, non è assolutamente consigliabile una dieta senza glutine nei soggetti che non siano celiaci o che non abbiano una condizione di ipersensibilità al glutine, poiché si rischia di non raggiungere un adeguato apporto di carboidrati complessi, come previsto dai LARN, e quindi di non soddisfare il proprio fabbisogno giornaliero. Spesso, un'intolleranza alimentare al glutine è dovuta a fattori genetici, ma le sue cause potrebbero essere attribuite, anche, al sistema immunitario, a malattie infettive o al tipo di alimentazione.

È vero solo per chi è affetta da celiachia: in questo caso i dolori in fase di digestione verranno risolti semplicemente eliminando il glutine dalla dieta. Ma se invece non si è celiaci, non c'è correlazione tra miglioramento della digestione e assenza di glutine.

Alcune fonti d'informazioni online hanno diffuso la notizia che il glutine è responsabile della comparsa del cancro e per questo motivo dovrebbe essere abolito da tutti. Se fosse vero che le persone celiache possoao favorire lo sviluppo di varie patologie tumorali non seguondo una dieta adatta, questo certo non riguarda gli individui sani, come è stato anche confermato dall'Istituto Americano di Ricerca sul Cancro.

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