Lega e Salvini nel PPE, il "nein" della Merkel

Bruno Cirelli
Mag 18, 2019

"È evidente che abbiamo approcci molto differenti, per esempio sui migranti - ha spiegato la cancelliera intervistata alla Sueddeutsche Zeitung - e questo è già un motivo per non aprire al partito del signor Salvini".

È assolutamente lapidaria Angela Merkel quando risponde alla domanda se può immaginare uno scenario in cui Salvini e la Lega entrino nel Partito Popolare Europeo con l'appoggio dell'Ungheria di Orban: "assolutamente no".

Ad una settimana dal voto europeo intanto, Fidesz, il partito di Orban, rimane sospeso dal PPE, non sosterrà Manfred Weber nella corsa alla presidenza della Commissione Ue e sta sondando proprio con Salvini l'ipotesi di trovare un nuovo candidato anche se per la Merkel l'eventuale vittoria di Weber non dipenderà dai voti di questi due partiti.

"Il tema non è dire che non vengano più emessi gas serra, ma che si devono bilanciare le emissioni con interventi utili e con il rimboschimento". "Il Ppe deciderà a tempo debito".

Nell'intervista Merkel sottolinea anche gli "enormi progressi" nella politica di difesa comune, ricorda Merkel a proposito della decisione di sviluppare insieme alla Francia il progetto di un'aereo da guerra e un carro armato. "Spero che l'Italia trovi finalmente una strada per una crescita maggiore", auspica la cancelliera. Lo abbiamo visto nella crisi dell'euro: nessuno nella zona euro agisce in modo autarchico o isolato.

Il piano di Matteo Salvini per queste elezioni europee è chiaro da tempo: compattare i tre gruppi sovranisti e di destra che ci sono nel Parlamento Europeo, cercare di di compiere un exploit alle urne e poi tentare il Partito Popolare Europeo nel fare una maggioranza con loro. "Molte persone sono preoccupate per l'Europa e lo sono anche io".

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