Le proteste contro i palazzi del governo in Albania

Bruno Cirelli
Mag 14, 2019

Ancora scontri e violenze a Tirana, in Albania, dove l'opposizione è scesa in piazza contro il premier Edi Rama e per chiedere la formazione di un governo transitorio che prepari le elezioni anticipate. Sono stati mobilitati 1.500 agenti per mantenere l'ordine durante la manifestazione. Anche nelle scorse manifestazioni si sono registrati scontri con la polizia, la quale ha fatto uso di gas lacrimogeni e idranti per disperedere la folla.

All'inizio della serata, poi, l'opposizione si è diretta verso il Parlamento - che dista poche centinaia di metri dal palazzo del governo - per continuare l'agitazione. Si tratta del dodicesimo sit-in organizzato dall'opposizione dallo scorso febbraio. Accuse che il governo respinge e, anzi, avverte sulle ricadute che queste proteste potrebbero avere nei negoziati per l'adesione dell'Albania all'Unione europea. I vari appelli della comunità internazionali al dialogo fra le parti sono però caduti nel nulla.

Edi Rama, leader del Partito Socialista, è primo ministro dell'Albania dal 2013 ed è stato rieletto nel 2017, quando il suo partito ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento.

La protesta è entrata nel vivo con l'opposizione del Partito Democratico, che ha lanciato bombe incendiarie - direttamente contro l'ufficio del Primo Ministro e l'edificio del Parlamento. "Le elezioni saranno svolte nella data prestabilita e i cittadini voteranno per i loro futuri sindaci", ha piu' volte ribadito Rama, il cui partito oggi ha concluso anche la compilazione della lista dei propri candidati.

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