Disoccupati lunga data Sud sono 900.000

Paterniano Del Favero
Mag 14, 2019

Un altro primato negativo per l'Italia, all'ultimo posto in Europa non soltanto per crescita del Pil, investimenti e occupazione, come indicano le previsioni di primavera della Commissione Ue, ma anche per il numero record di disoccupati di lunga durata, ciò coloro che non trovano lavoro da oltre 12 mesi.

Secondo i dati di Eurostat, tra il nostro Mezzogiorno (594.000) e le Isole (312.000) i disoccupati da oltre un anno sono oltre 900.000, un dato di molto superiore a quello dell'intera Germania (600.000) a fronte dei 20,6 residenti al Sud.

Tornando ai dati complessivi, mentre il nostro Paese fa registrare una riduzione (-81.000 unità) dei disoccupati di lunga data, performance negative si registrano, oltre che nel Lazio (da 156.000 nel 2017 a 172.000), in Calabria (da 100.000 a 105.000) e in Sicilia (da 249.600 a quasi 256.000).

Cala nel 2018 il numero dei senza lavoro di lunga durata, ma per l'Italia è comunque "record" europeo. In totale invece, nel 2018, nell'Europa a 28 Paesi, c'erano 7,3 milioni di disoccupati di lunga durata con un calo di oltre 1,1 milioni nei confronti del 2017 ma ancora a un livello superiore di circa un milione rispetto al 2008, seppur in deciso calo a fronte dei 12,47 milioni del 2013. Ha un'occupazione inferiore al 30% anche la Campania seguita da Calabria e Puglia. Dall'inizio della crisi, l'Italia ha registrato una crescita significativa della forza lavoro grazie all'aumento della partecipazione delle donne e alla stretta sulle regole per l'accesso alla pensione, che hanno bloccato il turn-over.

Le Regioni del Meridione e le Isole si confermano nel 2018 'maglia nera' in Europa per l'occupazione dei giovani e delle donne ma anche per la difficoltà di trovare un lavoro. Rispetto al 2017, si contano più di un milione di disoccupati in meno. Dopo la Mayotte, regione d'oltremare francese, ci sono quattro regioni italiane agli ultimi posti con la Sicilia che scende dal 29,2% del 2017 al 29,1%. In pratica lavora, almeno ufficialmente, meno di una donna su tre.

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