Zuckerberg dice no allo smembramento di Facebook

Paterniano Del Favero
Mag 13, 2019

Secondo Hughes, analizzando il mercato si scopre che dal 2011 non è nato alcun nuovo social network e che l'84% del tempo speso sui social trascorre su Facebook.

"Mark è un bravo ragazzo, ma sono arrabbiato perché il suo essere eccessivamente focalizzato sulla crescita l'ha portato a sacrificare sicurezza e civiltà in favore dei click", musica e parole di Chris Hughes, co-fondatore di Facebook (che lasciò nel 2004 per riprendere gli studi ad Harvard) assieme a Saverin, Moskovitz e allo stesso Zuckerberg. Gli strumenti di cui abbiamo bisogno per controllare il dominio di Facebook esistono. Per il momento non sono ancora noti i motivi ufficiali di questa visita, anche se sappiamo che l'azienda ha appena iniziato una collaborazione con la francese Essilor, colosso delle lenti. Facebook ha il più grande social network al mondo con oltre due miliardi di utenti in tutto il mondo.

"L'influenza di Mark è sconcertante, ben al di là di quella di chiunque altro, sia nel settore privato che governativo", spiega Hughes. Hughes si riferisce allo sviluppo del news feed, la paginata di notizie divenuta gradualmente centrale nello sviluppo di Facebook, e tramite la quale ora molte persone formano la propria opinione sugli avvenimenti che li circondano; una serie di algoritmi che "possono plasmare la cultura di un Paese e influenzare elezioni".

Un intervento che a stretto giro di posta ha ricevuto la reazione - negativa - dell'azienda: "Facebook è consapevole che con il successo arrivano anche le responsabilità - ha ribattuto in una nota il portavoce della società, Nick Clegg- "Ma quest'ultima non si fa rispettare chiedendo di dividere un'azienda americana di successo".

Hughes riporta quindi esempi concreti: come Zuckerberg ha bloccato Vine, che trasmetteva video della durata di sei secondi che poi sparivano.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE