Taglio parlamentari: arriva l’ok della Camera, sforbiciata di 345 eletti

Bruno Cirelli
Mag 11, 2019

La Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale sul taglio parlamentari, che riduce il numero di senatori e deputati.

La bandiera di una riforma ritenuta estremamente popolare in questi tempi di antipolitica è senz'altro del M5s, ma anche la Lega se ne è appropriata a fini elettorali ("è una misura di buon senso", si sono affrettati a commentare i relatori del Carroccio Alberto Stefano e Igor Iezzi) e perfino Forza Italia ha votato a favore pur dopo aver espresso in Aula più di una perplessità. Il testo passa ora al Senato per la seconda lettura, prima di tornare alla Camera.

Il numero dei deputati passa così da 630 a 400, compresi i deputati della circoscrizione Estero, che sono ridotti da dodici a otto.

La riduzione del numero dei parlamentari sarà applicata a partire dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

Nello specifico, la proposta prevede una riduzione pari al 36,5% del numero dei parlamentari, dagli attuali 945 a 600. Un totale di 345 eletti in meno: i deputati diventano 400; i senatori scendono a 200. Viene ridotto anche il numero minimo di senatori che sono eletti in ogni regione (da sette a tre), mentre il Molise mantiene i due senatori e la Valle d'Aosta uno.

Il numero dei senatori si riduce invece da 315 a 200, compresi gli eletti nella circoscrizione Estero, che passano da sei a quattro. Quindi, il totalitarismo è appaltato alla Lega, e al MoVimento 5 Stelle è stato appaltato un lavoro non meno importante e non meno pericoloso, perché potremmo dire che alla Lega si è dato il software e al MoVimento 5 Stelle viene appaltato l'hardware, quello di fare in modo che la Repubblica parlamentare come la conosciamo non funzioni più, fintanto che si possa fare quello che volevate fare: aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, portare la sovranità popolare fuori da quest'Aula, da qualche altra parte. E la seconda lettura, che la maggioranza M5s-Lega intende calendarizzare a inizio agosto prima della pausa estiva del Parlamento, dovrà superare ancora la maggioranza assoluta, per non essere suscettibile di quel referendum confermativo che fu fatale alla riforma costituzionale Renzi del centrosinistra ed andare direttamente alla firma di Mattarella per l'entrata in vigore.

Roberto Giachetti, ex candidato a sindaco di Roma e alla segreteria del Partito democratico, ha definito questa proposta di riforma costituzionale senza mezzi termini una "cazzata", mentre Emanuele Fiano ha detto che "produrrà danni alla democrazia e un restringimento della democrazia". Questo, signor Ministro, è un luogo che è la casa della democrazia rappresentativa, e lei ha la fiducia da parte delle Camere, che sono fatte dai rappresentanti del popolo eletti qui per sostenere o opporsi al Governo. "In alcune regioni, come l'Abruzzo, ci saranno tre senatori nel proporzionale e quindi potranno esser rappresentati solo i partiti maggiori".

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