Cannabis, scontro Lega-M5s. Salvini: "Chiuderò i negozi, su droga Governo può cadere"

Barsaba Taglieri
Mag 9, 2019

Dopo che la promessa di ieri, Matteo Salvini passa ai fatti: il ministro dell'Interno ha annunciato che oggi stesso emanerà una direttiva per chiudere tutti i negozi che vendono cannabis light e vietare ogni tipo di festa legata alla canapa. "Identico approccio avrò per tutte le iniziative di feste della cannabis in giro per l'Italia - ha aggiunto - l'ultimo scempio è avvenuto nella mia Milano, so che ci sono iniziative in programma a Pisa e a Torino".

La proposta Mantero Un'uscita che si chiama dietro la replica anti-pentastellata di Salvini: "Il senatore dei 5 Stelle Mantero ritiri la proposta sulla droga libera. Controlli, per carità, e immagino anche lotta alla mafia".

Pignataro, che proviene dal dipartimento antidroga della polizia ed è stato nominato questore di Macerata un anno fa dal predecessore di Salvini, Marco Minniti, ha descritto la chiusura dei due negozi come parte di una battaglia più ampia.

È polemica a distanza tra il ministro dell'interno Salvini e il ministro della salute Gillo. Sono le parole pronunciate ai microfoni de "L'Italia s'è desta" (Radio Cusano Campus) da Luca Marola, fondatore di EasyJoint, che è stata la prima azienda a mettere in commercio le infiorescenze della canapa in Italia, nel maggio 2017.

I numeri di Aical e Coldiretti Quanto muove, in termini economici, la cannabis legale?

Ma sui negozi di cannabis light è scontro: sia perché c'è una tutta una economia che gira attorno a questo fenomeno, sia perché sono autoruizzati dalla legge italiana, tanto che la ministra catanese Giulia Grillo, titolare del dicastero della Salute, si è affrettata a dire che "non bisogna dare informazioni sbagliate, perchè nei canapa shop non si vende droga". Secondo i dati diffusi sul sito dell'associazione, il fatturato è di 6,598 milioni di euro; la superficie coltivata è di 58,5 ettari. "L'ultima sentenza della sesta sezione dice che è possibile la vendita della cannabis light, che il limite da considerarsi corretto per il THC è lo 0,6% e che non serve la destinazione d'uso, perché se questa viene definita su quel prodotto, si limita la sfera delle libertà individuali". Ma non sono mancati casi in cui i magistrati hanno convalidato sequestri di hemp shop ipotizzando lo spaccio di stupefacenti.

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