Venezuela: Maduro, 8 agenti e militari feriti in scontri ieri

Bruno Cirelli
Mag 6, 2019

Da una parte gli Stati Uniti, dall'altra la Russia, con sullo sfondo la Cina.

Oggi il leader dell'opposizione Juan Guaidò ha annunciato altri tre giorni di mobilitazione.

A nulla sono serviti gli scontri di Caracas che hanno visto la morte di una 27enne, morta in sala operatoria dopo essere stata colpita da una pallottola. In tanti, quindi, hanno probabilmente avuto timore a sostenere apertamente Guaidó, e Maduro è rimasto al suo posto. Erano loro tre le teste di ponte di Washington per il Venezuela, con Padrino, nome in codice Zamuro.

Una delle installazioni militari visitate è stata la base dell'aviazione Generalissimo Francisco de Miranda, meglio conosciuta come La Carlota, nella parte est di Caracas.

È una tragedia perché insiste su una situazione di indubbia crisi aperta, per un paese nevralgico del mondo globalizzato: è la riserva petrolifera del pianeta, ed ha avviato da venti anni una trasformazione socialista della società che chiama "bolivariana" che aveva sollevato dalla miseria milioni di persone.

Che ha consentito al sequestro di Londra di dieci miliardi della divisa di Stato venezuelana derivati dal commercio del petrolio, ma inviando "ben" 20 milioni in derrate alimentari alla frontiera di una paese, la Colombia, in crisi nera ma taciuta.

Non sarebbe infatti vero che la Russia avrebbe convinto il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, a non lasciare il Paese per fuggire e rifugiarsi a Cuba di fronte al pericolo di una rivolta appoggiata dall'esercito. A Washington, insomma, ci si era forse un po' illusi che si fosse alle battute finali e che la chiamata alla rivolta di Guaidò portasse davvero alla fine in poche ore del regime. E per questo, "devono essere pronte a reagire in caso di un attacco da parte dei militari americani".

Intanto Maduro ha ringraziato suoi fedeli sostenitori, riconoscendo loro il merito di aver sconfitto i golpisti affermando: "Voglio congratularmi con voi Forze armate per l'atteggiamento fermo, leale, valoroso e di enorme saggezza con cui avete condotto alla soluzione e alla sconfitta del piccolo gruppo che pretendeva di riempire il Paese di violenza con una scaramuccia golpista". Un segnale di tensione evidente, visto che Bolton sta dicendo a chiare lettere che il regime change venezuelano è fallito solo grazie al rivale russo e a quello cubano. I vertici della sicurezza nazionale degli Stati Uniti si sono riuniti ieri nello spazio protetto, riservato alle discussioni di questioni sensibili, del "Tank" al Pentagono, per valutare l'"insieme complessivo delle opzioni" a disposizione dell'Amministrazione in Venezuela, dopo il fallimento del nuovo tentativo dell'opposizione di prendere il potere a Caracas. Patrick Shanahan, attualmente segretario alla Difesa facente funzione, ha ribadito che "sono all'esame tutte le possibilità".

Se la ricostruzione è vera, adesso cominceranno le purghe.

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