Alitalia: arriva il passo indietro di Atlantia

Paterniano Del Favero
Mag 6, 2019

Manca un quarto socio, sottolinea il vicepremier Luigi Di Maio nella trasmissione Otto e Mezzo su La7 e la quota ancora da coprire è intorno al 15% e non al 40% come qualcuno sostiene. E l'attesa ora è proprio che venga concessa una miniproroga per mettere a punto l'offerta ma anche per presentare i nomi dei partner del consorzio che entrerà nella 'nuova Alitalia'.

Lo ha detto l'ad di Atlantia, Giovanni Castellucci, in occasione della mostra "Le Ali di Leonardo". Non più quindi, come si dice da sempre, il 30% a Fs, il 15% al Tesoro e il 15% a Delta, ma una nuova ripartizione delle quote, magari con una volontà da parte della compagnia americana di sottoscrivere una quota maggiore.

Di certo al momento c'è soltanto la composizione di poco più della metà della compagine azionaria che dovrebbe saldare i debiti e far tornare a volare gli aerei della flotta nazionale.

È da giorni che si vocifera di un interessamento da parte di Atlantia sul dossier Alitalia. Esattamente a due anni dal commissariamento straordinario voluto dal governo, non si è ancora riusciti a trovare una soluzione per il salvataggio di Alitalia, e nel frattempo sono stati spesi 900 milioni di euro di soldi pubblici per il prestito ponte, di cui è stata anche posticipata la scadenza. "Gli investitori e i finanziatori ci sono, ne manca uno", ha proseguito il ministro, confermando le parole di Luigi Di Maio. Toninelli ha insistito sul fatto che le due questioni vanno tenute distinte: "Abbiamo un vantaggio, quello di non mischiare le cose".

Mentre sulla durata della proroga ha spiegato che "non spetta a me decidere, ci sono trattative in corso". Colloqui sarebbero in corso, anche se l'Ad della società nicchia parlano di difficoltà nell'aprire un ulteriore fronte. Qualsiasi soggetto entri non lo deve fare per barcamenarsi o permettere a Alitalia di proseguire 2 anni.

Fiumicino - "Stiamo ristudiando il piano di sviluppo" dell'aeroporto di Fiumicino "per renderlo più compatibile con la necessità di non consumare suolo, si va a costruire su terreni già pavimentati, già utilizzati perché pensiamo che non sia solo doveroso nei confronti delle generazioni future di evitare il consumo di suolo, ma perché pensiamo che sia il modo migliore per dare un servizio efficiente".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE