Alessandra SeveriniIl premier Conte rompe gli indugi e annuncia per il prossimo

Ausiliatrice Cristiano
Mag 4, 2019

O comunque al saldo finale della partita. Ovvero quel paese in cui le dimissioni si minacciano spesso per non darle mai. A Salvini è stato anche chiesto se il governo andrà avanti nonostante le eventuali dimissioni di Siri e lui ha risposto: "Noi andiamo avanti". E lasciare nelle sue mani lo scomodissimo cerino della fine della legislatura. Il caso Siri è stato all'ordine del giorno venerdì. Il sottosegretario indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico è soprattutto merce utile per la campagna elettorale e rispolverare la stella dell'onestà. E ha attaccato tutti. Conte? Mi sfidi sulle tasse, su qualcosa che interessa gli italiani, non sulla fantasia'. Scontro con la Lega anche a proposito delle autonomie regionali: "Non dico che l'autonomia non si debba fare, ma non accetto che si arrivi a una scuola e una sanità di serie A e di serie B. Il Movimento non permetterà i concorsi regionali, per i quali gli insegnanti avranno stipendi diversi".

Un Salvini gelido e senza freni. Dicendosi innocente, ha detto di confidare che "una volta sentito dai magistrati" la sua posizione possa essere archiviata in tempi brevi. Questa però è l'ipotesi dell'accusa, non la sentenza di un giudice.

TAV - Nel comizio c'è spazio anche per il capitolo Tav: "Noi siamo a favore di tutte le nuove ferrovie, Tav, autostrade".

"Io ho incontrato il sottosegretario Armando Siri, lunedì sera - ha raccontato Conte - un paio d'ore di colloquio dove lui si è reso disponibile a fornirmi alcuni dettagli della vicenda giuridica che lo vedono coinvolto (.) Nel caso di specie il sottosegretario Siri si è prestato a raccogliere l'istanza di un imprenditore che chiedeva l'approvazione di una norma che avrebbe favorito, per così dire, retroattivamente, alcune sue attività imprenditoriali che si erano già concluse. La gente mi dice di non litigare ma io dico che quando ci vuole ci vuole". Un fiume di parole e provocazioni che misurano la febbre nel governo.

A queste osservazioni ne vanno aggiunte altre: poiché la frase è stata captata da un'intercettazione, va sempre ricordato che l'intercettazione è uno strumento per la ricerca di prove, non è una "prova".

Può essere che Salvini e Di Maio stiano facendo un gioco delle parti e che in realtà siano abbastanza decisi a andare avanti insieme nonostante i conflitti fra i due siano ormai moltissimi. Con la raffinata tecnica del Coniglio Mannaro, il ministro dell'Interno tende ad aggredire cambiando discorso chi gli chiede del destino del suo sottosegretario dopo l'annuncio di Conte, al puro e precipuo scopo di prendere tempo e far passare 'a nuttata delle Europee.

L'appuntamento è al prossimo Cdm, programmato per mercoledì o giovedì.

Insofferenti nei confronti degli alleati del M5s, i leghisti da tempo sperano che il loro leader si divida dai pentastellati.

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