Atlantia non può aprire dossier Alitalia, troppi fronti aperti- AD

Paterniano Del Favero
Aprile 21, 2019

"La ricerca della verità, che ci vedrà sempre a fianco della magistratura, sarà probabilmente purtroppo lunga e complessa": così Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia e oggi amministratore delegato di Atlantia, ha commentato la tragedia del crollo del ponte Morandi a margine dell'assemblea degli azionisti. Dopo che la holding della famiglia Benetton era stata tirata in ballo come terzo nome per chiudere il cerchio sulla newco delineata da Ferrovie dello Stato nel dossier dell'ex compagnia di bandiera, a spegnere le speranze l'amministratore delegato. "Abbiamo talmente tanti fronti aperti che aprirne un altro in più, particolarmente complesso, non ce lo possiamo permettere (...) E' vero che essendo azionisti dell'hub in cui Alitalia opera, speriamo che venga rilanciata salvata e ristrutturata per poter competere ma, dall'altro lato, abbiamo tanti fronti aperti ed aprirne uno ulteriore, particolarmente complesso, non ce lo possiamo permettere".

Continua a mancare, però, un altro grosso investitore pronto ad acquisire quote consistenti con la parte pubblica non può permettersi di accollarsi un rimanente 40% in quanto scatenerebbe un putiferio in Europa e nel mondo politico italiano.

A tal proposito è di questi giorni il duro invito delle opposizioni al vice premier, Luigi Di Maio - colpevole di un "ottimismo fuori luogo" - a presentarsi in Parlamento. Ora deve dare un segnale concreto alla vigilia della scadenza per la presentazione del piano industriale, promesso entro fine aprile.

A far luce sui prossimo obiettivi aziendali è stato ancora Castellucci, che ha posto l'accento non soltanto sulla necessità di controllare efficacemente il debito e la solidità finanziaria, ma anche sulla cautela negli investimenti.

Intanto, però, il governo avrebbe cancellato il termine del 30 giugno 2019 per la restituzione del prestito ponte di 900 milioni.

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