Mercato auto Europa, a marzo -3,6%. Colpa dell'attacco al Diesel

Paterniano Del Favero
Aprile 19, 2019

Si attendeva con una certa trepidazione il dato consolidato di marzo sulle vendite nel Vecchio Continente: ebbene, i numeri diffusi da Acea (1.770.849 auto rispetto alle 1.837.241) evidenziano un saldo negativo del 3,6%, mentre il trimestre, con 4.146.152 vendite rispetto alle 4.282.447 di gennaio-marzo 2018, chiude a -3,2%. "L'Italia ha avuto il calo maggiore con un -9,6%, seguita dalla Spagna (-4,3%), il Regno Unito (-3,4%), la Francia (-2,3%) e la Germania (-0,5%)". Tra i marchi del gruppo Jeep è riuscita ad aumentare le vendite a livello europeo rispetto all'anno scorso e resta sopra la soglia dell'1% del mercato, in particolare delle vetture Cherokee e Wrangler anche se a farla da padrone sono ancora i modelli del marchio Fiat 500 e Panda che risultano essere le più vendute del segmento.

Chi fa peggio del mercato stesso è il gruppo Fca che ha immatricolato a marzo 106.680 auto nei mercati dell'Europa più Efta, l'11,7% in meno dello stesso mese del 2018. La quota di mercato è così calata al 6%. Aumentano le vendite Jeep e Lancia.

A livello generale si tratta del settimo mese consecutivo in cui si è verificato un calo di immatricolazioni.

Le vetture a benzina subiscono, invece, una contrazione (-6,4%, e 60,2% di quota), aumento del 77% le auto a GPL crescono del 77% mentre sono in calo del 55% quelle a metano; infine, a marzo si registrano 6.616 veicoli elettrici (+74,5%) e 17.737 ibridi (+63,1%, di cui 3.061 ibride plug-in, quota 0,9%).

Male, ma non malissimo, il mercato europeo dell'auto in marzo. E' il commento di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor. L'andamento peggiore nella pattuglia dei cinque grandi mercati dell'area lo ha fatto registrare il mercato italiano, che è in calo in marzo del 9,6% e nel primo trimestre del 6,5%. Sul mercato italiano pesa tuttavia, come, e più che negli altri mercati europei, la penalizzazione del diesel.

"La domanda di auto nuove in UE fa di nuovo un passo indietro - rileva Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - All'affanno dei cinque major market si affianca un incremento delle emissioni medie complessive di CO2 delle nuove auto vendute, dovuto alle cresciute vendite di auto a benzina, maggiori rispetto alle immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa, dai livelli emissivi di CO2 più alti rispetto alle versioni diesel". Un po' meglio dell'Italia ha fatto la Spagna che accusa un calo del 4,3% in marzo e del 6,9% nel primo trimestre.

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