J'accuse su porti chiusi

Bruno Cirelli
Aprile 19, 2019

"Ho un grande sogno", ha raccontato la missionaria della Consolata nel corso di un meeting point con la stampa in Vaticano come riporta LaStampa, "che questa Via Crucis al Colosseo, luogo di tanta sofferenza del passato, diventi il luogo che raccoglie le tante sofferenze del presente, le sofferenze di queste donne, di queste minorenni senza volto, senza nome, senza speranza, "usa e getta". La Via Crucis, in diretta mondiale, da Roma, ha anche il compito e il dovere di lanciare dei messaggi e Papa Francesco sceglie di farlo anche nella serata del 19 aprile 2019, con delle riflessioni molto importanti in questa Via Crucis, affidate a suor Eugenia Bonetti. "Tutti noi, specialmente i cristiani, dobbiamo crescere nella consapevolezza che tutti siamo responsabili del problema e tutti possiamo e dobbiamo essere parte della soluzione".

Una Via Crucis che dovrà ispirare i fedeli a impegnarsi per "non far sentire la solitudine a quanti agonizzano oggi nei troppi calvari sparsi per il mondo, tra cui i campi di raccolta simili a lager nei paesi di transito, le navi a cui viene rifiutato un porto sicuro, le lunghe trattative burocratiche per la destinazione finale, i centri di permanenza, gli hot spot, i campi per i lavoratori stagionali".

"Il deserto e i mari - si legge ancora- sono diventati i nuovi cimiteri di oggi". E "di fronte a queste morti non ci sono risposte".

Il dibattito sui porti chiusi e l'accoglienza dei migranti entra anche nella Via Crucis a cui parteciperà Papa Francesco. Ci sono pero' responsabilita'. L'appuntamento è per le 21.15. Scrive la religiosa: "Mentre nel mondo si vanno alzando muri e barriere, vogliamo ricordare e ringraziare coloro che con ruoli diversi, in questi ultimi mesi, hanno rischiato la loro stessa vita per salvare quelle di tante famiglie in cerca di sicurezza e di opportunita'". "Quanta crudelta' si accanisce su chi fugge: i viaggi della disperazione, i ricatti e le torture, il mare trasformato in tomba d'acqua".

Le meditazioni saranno lette nelle quattordici stazioni della Via Crucis, da suor Eugenia Bonetti, dove ci guiderà a riflettere sulle condizioni di molte donne nigeriane vittime di "trafficanti senza scrupoli" in direzione di una "terra promessa".

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