Corruzione, indagato il sottosegretario Siri

Paterniano Del Favero
Aprile 19, 2019

Dal canto suo, Siri rompe il silenzio e all'ora di pranzo 'respinge tramite una nota "categoricamente tutte le accuse". "Non ho mai piegato il mio ruolo istituzionale a richieste non corrette". "Ma se i fatti dovessero essere questi è chiaro che Siri dovrebbe dimettersi". Devo prima leggere e capire. "Sicuramente - ha aggiunto - non c'entro niente con vicende che possano avere risvolti penali". "Va bene aspettare il terzo grado di giudizio - ha detto il capo politico del M5S a margine dell'assemblea di Unioncamere - ma c'è una questione morale e se c'è un sottosegretario coinvolto in un'indagine così grave, non è più una questione tecnico-giuridica ma morale e politica".

I due vicepremier hanno commentato la notizia in maniere molto diverse. Non so se Salvini sia d'accordo con questa mia linea intransigente, ma è mio dovere tutelare il governo e l'integrità delle istituzioni. È assurdo che lo abbia letto dai giornali.

Matteo Salvini: "Lo conosco, lo stimo e non ho dubbio alcuno peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito nemmeno nel Def".

Sono giorni che il leader leghista e ministro dell'Interno lancia le sue bordate sul Campidoglio e la sua inquilina.

"Se il contenuto delle intercettazioni del sindaco Raggi corrispondesse al vero sarebbe la confessione di un grave reato e la chiara ammissione di una palese incapacità a governare".

Questa mattina, i procuratori aggiunti di Palermo e Roma, Paolo Guido e Paolo Ielo, hanno disposto una serie di perquisizioni. A condurre l'inchiesta, il pm romano Mario Palazzi e il collega palermitano Gianluca De Leo. Il riferimento è alla presunta tangente che Siri avrebbe intascato per modificare una norma da inserire nel Def 2018 che avrebbe favorito l'erogazione di contributi per le imprese che operano nelle energie rinnovabili. Norma mai approvata, però.

L'obiettivo è quello di "garantire tariffe incentivanti più alte anche ai proprietari degli impianti Fer che ne avrebbero avuto diritto, ma hanno perso tale agevolazione in quanto hanno trasmesso tardivamente la documentazione necessaria al Gse per la verifica dei requisiti".

Secondo l'indagine si tratta di uno scambio di favori, denaro e utilità per agevolare aziende che vengono considerate vicine all'imprenditore dell'eolico Vito Nicastri. Siri, che non sapeva dei rapporti tra Arata e Nicastri, avrebbe ricevuto il denaro a casa del professore che sarebbe stato un suo grande sponsor nella politica. La Dia di Trapani lo ha intanto arrestato per evasione dai domiciliati. Il condannato avrebbe continuato a fare affari, frequentando il faccendiere e alcuni prestanome. Da questa inchiesta è emerso il resto della vicenda.

Il caso "Siri" è il nuovo argomento di frizione tra Movimento 5 stelle e Lega al governo.

Una azione, per i magistrati della Capitale, messa in atto "tra l'altro proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ministero dello Sviluppo economico, Ministero dell'Ambiente) l'inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare (Decreto interministeriale in materia di incentivazione dell'energia elettrica da fonte rinnovabile) e di iniziativa governativa di rango legislativo (Legge Mille proroghe, Legge di Stabilità, Legge di Semplificazione) ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto 'mini-eolico".

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