Tria: "Aumento dell’Iva confermato in assenza di misure alternative"

Paterniano Del Favero
Aprile 17, 2019

Il ministro sottolinea anzi che "l'obiettivo è ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese".

FLAT TAX - Per quanto riguarda alcune delle novità attese in materia fiscale, "la legge di Bilancio per il prossimo anno continuerà il processo di riforma dell'imposta sui redditi, la cosiddetta flat tax, e di generale sistemazione del sistema fiscale per alleggerire il carico sui ceti medi".

Ma le voci contrarie a un possibile baratto tra l'aumento dell'Iva, anche se in forma selettiva, e meno Irpef introducendo la flat tax a fini prettamente elettorali, si fanno sentire.

Nel Documento di economia e finanza, che prevede il congelamento di due miliardi di spesa come clausola di salvaguardia, "le spese che verranno bloccate sono già state individuate", spiega Tria, aggiungendo che "il trasporto pubblico locale ha posto un problema, penso che occorra fare qualche intervento in sede di assestamento del bilancio, servono circa 300 milioni". "La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative", la formula con la quale il ministro descrive il quadro.

DEBITO - "Nel Def delineiamo un percorso che comporta la piena sostenibilità del debito", ha detto il ministro, non siamo davanti a variabili che indicano un andamento con "una crescita esplosiva" ma che "indicano una sua riduzione". Il ministro sottolinea poi, ancora una volta, come "la strategia che si intende perseguire" vede "il rilancio degli investimenti pubblici come fattore fondamentale", insieme al sostegno alle imprese per l'innovazione tecnologica.

Tria si è detto convinto che i rendimenti dei titoli di Stato italiani siano ancora troppo alti per i nostri fondamentali, ma per far scendere lo spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio". E conferma che "lo scenario tendenziale (del Def, ndr) incorpora gli incrementi dell'Iva e delle accise dal 2020-2021". Questo, continua il titolare del Mef, "consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo".

Nel complesso le tendenze dei primi due mesi "mostrano dati incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo e ha segnato due incrementi rilevanti a gennaio e febbraio con l'indice destagionalizzato superiore dell'1,3% al livello medio del periodo precedente, segnali positivi arrivano anche dall'indice del settore terziario". Ma perché l'Italia riduca il gap di crescita con i partner europei "è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività".

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