Trenta: "se in Libia c'è guerra, i migranti diventano tutti rifugiati"

Bruno Cirelli
Aprile 17, 2019

La guerra è tornata a far parte della realtà del popolo libico, che vede entrare in atto la terza guerra civile negli ultimi 10 anni. Oggi Roma sarà lo scenario di due incontri fatidici per il ruolo dell'Italia nella questione libica, infatti vedremo arrivare nella capitale il vice premier del Qatar, Mohammed Bin Abdulrahman Al Thani per un incontro bilaterale col premier italiano Giuseppe Conte, e il vice premier libico Ahmed Maitig che sarà ricevuto dal ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Conte non cambia la sua traiettoria, continuando a vedere l'Italia con "un ruolo di facilitatore" nel processo di stabilizzazione e pace.

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha lanciato un allarme riguardante gli sbarchi dei migranti. "Non hanno capito che alzando i toni come fanno rischiano solo di destabilizzare ulteriormente la situazione provocando così loro, per primi, nuovi flussi migratori verso l'Italia".

Il messaggio al capo della Lega Nord e ministro dell'Interno Matteo Salvini è chiaro: "Sarebbe utile che, indipendentemente dagli sviluppi in Libia, se convincesse Orbán e i suoi alleati in Europa ad accettare le quote di migranti che arrivano in Italia".

"Che poi il paradosso è - ha aggiunto - che gli stessi che gridano alla guerra, dalla Lega a Fdi, sono gli stessi che fanno propaganda sui migranti". "In questi Paesi", spiega, "abbiamo tassi di crescita demografica incredibili" Si parla di un raddoppio della popolazione entro il 2030, racconta il Ministro. E lancia un appello al Governo: "Come pensiamo di poter gestire questo futuro con la chiusura dei porti?". "E' impossibile, bisogna lavorare su una soluzione alternativa". "Questo è quello che ci dice il diritto internazionale e quello a cui credo che, come Paese, dobbiamo attenerci". "I porti con me rimangono indisponibili, chiusi e sigillati ai mercanti di esseri umani".

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