Papa Ratzinger choc: "Pedofilia? Colpa della rivoluzione sessuale del '68"

Bruno Cirelli
Aprile 15, 2019

Se non bastavano l'adunata di Verona, misogina e patriarcale, e i tentativi oscurantisti contro il diritto di famiglia del leghista Pillon, ecco un pamphlet del papa emerito, che intende mettere all'indice la 'rivoluzione sessuale' coeva del '68.

Il collega Massimo Franco, con il quale ci congratuliamo, conclude il suo scoop con queste parole: "L'impressione è che dall'eremo vaticano nel quale vive dalle sue dimissioni del 2013, Benedetto XVI guardi già oltre questa fase; e oltre il pontificato dello stesso Francesco, al quale rivolge un accorato ringraziamento finale " per tutto quello che fa ". È quanto scrive il Papa Emerito Benedetto XVI in un lungo testo scritto per la rivista tedesca "Klerusblatt", e diffuso dall'Agenzia Cna, in cui affronta la piaga degli abusi su minori compiuti da esponenti del clero. Proprio per confermare la delicatezza dell'argomento. Il titolo è molto prudente: "Benedetto XVI: tornare a Dio per superare la crisi degli abusi". Benedetto parla di un "collasso morale", che fa risalire alla "fisionomia della Rivoluzione del 1968": "Mi sono sempre chiesto come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accettarlo con tutte le sue conseguenze".

Per Capanna, "le parole di Ratzinger, per il quale parrebbe quasi che il '68 sia stato peggio di Attila e avrebbe prodotto tutti i mali della società contemporanea, compresa la pedofilia, mi sembrano davvero un'esagerazione abnorme e, lasciatelo dire proprio a me, estremista". In questo periodo nasce l'Enciclica Veritatis splendor, pubblicata nel 1993, che contiene "l'affermazione che ci sono azioni che non possono mai diventare buone".

Pertanto se molti hanno considerato le sue dimissioni un atto di coraggio e di umiltà, altri l'hanno visto come un atto di viltà, data l'incapacità manifesta di affrontare le questioni che lui stesso come pontefice e come strettissimo collaboratore di Giovanni Paolo Secondo per molti anni, aveva contribuito in modo determinante ad alimentare.

Opinioni e idee che, particolarmente negli ultimi tempi del suo pontificato erano rivolte più al passato trionfalistico della Chiesa anziché alla Chiesa "popolo di Dio". "Un mondo senza Dio non può essere altro che un mondo senza senso", in cui non ci sono più "i criteri del bene e del male" ma solo la legge del più forte: "Il potere diviene allora l'unico principio". "Il 19 maggio 2006 la Sala stampa della Santa Sede rese pubblica la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede "- tenendo conto sia dell'età avanzata del Rev.do Maciel che della sua salute cagionevole - di rinunciare ad un processo canonico". ("A chi giova?"), perché Ratzinger ha scritto quel documento che l'accosta a tanti tradizionalisti anche di casa nostra, che lottano a viso scoperto Papa Francesco? Di quale autorità egli si è sentito investito, dato che da sei anni non è più papa, avendo rinunciato sua sponte al pontificato?

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