Libia: trafficanti organizzano barconi, rischio Isis tra i migranti

Bruno Cirelli
Aprile 15, 2019

Oltre duemila sono le persone che hanno lasciato le proprie case solo nelle ultime 24 ore, dice l'Ocha. Noi ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili -prosegue-. Con la Francia dalla sua parte e il sospetto adombrato, tra gli altri, dal Wsj che, in queste ore, dalle sue colonne annuncia che l' "Arabia Saudita ha promesso soldi al generale", l'Onu parla di quasi 10.000 sfollati, di una situazione al collasso a Tripoli dove sono ormai in migliaia a contrastare l'avanzata delle forze del maresciallo Khalifa che sarebbero su un fronte a circa 50 km dalla capitale. Come il vicepremier qatarino Al Thani, tra i principali sponsor politici del governo Sarraj.

L'obiettivo di liberare la Libia dagli estremisti è stato usato da Haftr fin dal 2014, anno d'inizio delle sue attività militari, ma era chiaro fin da subito che il generale freelance avesse ambizioni politiche più ampie; non ha mai avuto la forza necessaria per conquistare il paese, ma ha sempre sperato - e continua a farlo con l'attacco a Tripoli - che, sostenuto anche dalla narrazione anti-estremisti, possa ottenere una leva negoziale migliore con cui trovare più spazi nel futuro del Paese. Detto questo, è vero anche che se vengono a mancare "aiuti esterni", quindi finanziamenti e mezzi, per i trafficanti di uomini organizzare le partenze diventa complicato ecco perché ora "stanno cercando di organizzarsi nel reperimento di barche e gommoni". Oggi il presidente egiziano ha detto: "Il sostegno dell'Egitto agli sforzi della lotta contro il terrorismo e le milizie estremiste per realizzare la sicurezza e la stabilità della Libia". Circostanza che gli osservatori considerano altamente improbabile. Maitig, in previsione del suo arrivo a Roma, ha rilasciato un'intervista al quotidiano la Repubblica: "Vorrei chiedere a qualche capo di governo europeo: hanno capito chi è Haftar?". "Noi siamo una popolazione pacifica, questa guerra ci è stata imposta". Le sue truppe non avanzano verso Tripoli e ricorrono a bombardamenti che non hanno risparmiato scuole e ambulanze. I suoi consiglieri rivelano che nei giorni scorsi il Ministero degli Interni ha arrestato proprio a Tripoli un primo terrorista dell'Isis arrivato da Sebha.

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