Sudan, si dimette capo intelligence

Bruno Cirelli
Aprile 14, 2019

Consultazioni che dovranno ora ridefinire tutti gli incarichi dei componenti della giunta: l'Associazione dei professionisti sudanesi ha infatti scritto che, oltre al leader Awad Ibn Ouf, si è dimesso anche il suo vice Abdelmarouf al-Mahi.

Rimane sconosciuto quando i membri del consiglio militare transitorio saranno annunciati.

Abdel Fattah al-Burhan Abdelrahman, il nuovo capo del consiglio militare di transizione, era l'ispettore generale delle forze armate sudanesi e il suo terzo generale più anziano. E che quello di giovedì non sia stato un golpe. Il Consiglio militare ad interim si impegna su quanto segue: "un periodo di transizione durante il quale o al termine del quale il potere sarà rimesso nelle mani di un governo civile".

Il capo dell'intelligence nazionale e dei servizi di sicurezza sudanese, il generale Salah Abdallah Gosh, ha rassegnato le sue dimissioni.

L'Onu: nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres aveva lanciato un appello a tutti coloro che sono coinvolti nelle proteste in Sudan per evitare la violenza e invitato il governo a promuovere un dialogo inclusivo, sottolineando che l'Onu è pronto a sostenere ogni sforzo per risolvere pacificamente la crisi del Paese. Gosh in passato - stando al New York Times - fornì proprio informazioni alla Cia sull'organizzazione terroristica. Al-Bashir, 75 anni, è ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aia per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi in Darfur. Si tratta di una delle nove province storiche del Sudan che si sentiva discriminata dal governo centrale e dove negli anni Duemila la repressione delle milizie dell'esecutivo ha causato circa 300 mila morti e 2,7 milioni di sfollati.

E con manifestanti in strada da ormai quattro mesi, in poche ore si sono delineati i segni premonitori di uno scontro potenzialmente sanguinoso fra i militari e opposizione letteralmente "sulle barricate".

Sudan, precipita la situazione: l'esercito sudanese - riferiscono diversi media africani paventando un colpo di Stato in atto - ha circondato il palazzo presidenziale con uomini e mezzi, mentre si attende ancora l'annunciato discorso a reti unificate.

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