Sky Stone & Songs: instore con Achille Lauro e Boss Doms

Ausiliatrice Cristiano
Aprile 14, 2019

1969: l'uomo sulla luna, il mitico Woodstock, l'ultimo concerto dei Beatles sul tetto della Apple Records di Londra e poi, il nuovo album di Achille Lauro, presentato ieri a Milano e in uscita venerdì 12 aprile. Achille Lauro è invece reduce del successo di Sanremo, dove ha gareggiato con il discusso brano Rolls Royce.

Invoca Sid Vicious e intitola "1969" il suo nuovo album, senza sapere - ha 28 anni, diamine - che era il titolo di un rockaccio degli Stooges. E ancora: "Mi piace che ci sia questa attenzione nei miei confronti, spero di poter collaborare con X Factor perché in questi anni ho fatto anche il talent scout e il management e mi è sempre piaciuto occuparmi di nuovi artisti. Mi divertono le esperienze televisive, specialmente quando sono vicine al mio lavoro".

Alla conferenza stampa, inoltre, ha risposto a chi gli ha fatto notare la coincidenza tra l'annullamento del tour nei club previsto per maggio e rinviato a ottobre, con l'avvio da parte di Sky delle registrazioni delle audizioni dei concorrenti del talent show.

Quella vena maledetta e poetica sembra ribadita dalla scelta di portare Morgan sul palco dell'Aristondurante la serata dei duetti, permettendo ad un artista che incarna l'ideale della rockstar, poetico e maledetto, di esibirsi al Festival e di mostrare un lato della musica che sembra oramai abbandonato. E soprattutto, è il suo pensiero, certi discorsi andrebbero affrontati in altro modo: con le polemiche intorno alla sua Rolls Royce, "si è parlato di droga con superficialità, quando il problema è reale e va affrontato a livello educativo, andando a parlarne nelle scuole". E che non sia proprio Achille Lauro ad aiutarla a mettere il giusto carburante.

Certo, "gli artisti hanno la responsabilità di ciò che fanno e dicono ma non possono essere presi come capro espiatorio, sennò si torna alla censura".

Una data che nasconde molto più di una semplice cifra numerica; una data che, come ogni simbolo, cela e si caratterizza di tante idee, raggruppate sotto l'immagine del 1969 con cui Achille Lauro, e il suo immancabile compagno nonché produttore Edoardo Manozzi, in arte Boss Doms, hanno deciso di comunicare tutti i valori e gli ideali che animavano quegli anni. Sento una responsabilità verso chi lavora a questo progetto. Dopo questa smentita bisogna aspettarsi solo un'improvviso colpo di scena o dare il via al "toto-giudice" per scoprire chi prenderà il posto del duo Agnelli-Fedez.

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