Regime forfetario per titolari di partita IVA, le indicazioni delle Entrate

Paterniano Del Favero
Aprile 14, 2019

Come funziona il regime forfetario - In base alle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2019, i contribuenti persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che nell'anno precedente hanno conseguito ricavi e compensi non superiori a 65mila euro possono aderire al regime e applicare, ai redditi determinati forfetariamente, un'unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap.

Possono applicare l'imposta, sostitutiva di Irpef, addizionali regionali e comunali e Irap, anche le imprese familiari e le aziende coniugali, queste ultime a patto che non siano gestite in forma societaria.

Ammessi anche gli ex praticanti che incominciano una nuova attività, anche se prestano attività lavorativa per i datori di lavoro presso cui hanno svolto il tirocinio. 433 del codice civile.

L'anno successivo, pur avendo i requisiti per accedere al regime forfetario, attraverso la presentazione della dichiarazione Iva, ha esercitato l'opzione di rinnovo tacito per il regime contabile semplificato.

In particolare, la circolare indica tra le ipotesi di esclusione il controllo diretto o indiretto di s.r.l. o di associazioni in partecipazione, e considera tale fattispecie integrata anche quando il marito trasferisce in capo alla moglie una partecipazione di controllo in una s.r.l. che esercita attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle da lui svolte.

Ciò starebbe a significare che l'amministratore della società (o l'ex amministratore) che svolge anche un'attività autonoma in regime forfettario uscirebbe dal regime agevolato se più della metà dei ricavi o compensi percepiti provengano dalla società amministrata o che amministrava nei due anni precedenti.

Nel caso preso in considerazione, pertanto, si applica il dispositivo dell'articolo 1, del Dpr 442/1997 secondo il quale - in deroga al vincolo triennale disposto dall'articolo 3 del stesso Dpr nel caso di opzione per regimi di determinazione dell'imposta - è possibile "la variazione dell'opzione e della revoca nel caso di modifica del relativo sistema in conseguenza di nuove disposizioni normative", e quindi il contribuente, in possesso dei requisiti per accedere al regime forfetario, può transitare dal regime di tassazione ordinario a quello agevolato già a partire dal periodo d'imposta 2019. Tali preclusioni, tuttavia, non esplicano effetti, se nel corso del 2019 la causa inibitoria viene rimossa.

Il perimetro dell'agevolazione e il tetto dei 65mila euro - Il nuovo limite di ricavi e compensi si verifica in riferimento al limite dei ricavi conseguiti e dei compensi percepiti nell'anno precedente all'applicazione del regime.

Per il contribuente che intende passare al regime forfettario dal 2019 dopo aver esercitato l'opzione per il regime contabile semplificato per le imprese minori, sarà necessario registrare entro il 31 dicembre 2018 tutti i componenti positivi e negativi di reddito per i quali, alla data del 31 dicembre 2018, non è ancora intervenuta la registrazione, affinché gli stessi concorrano alla tassazione nel periodo d'imposta 2018. Il regime prevede, inoltre, l'esonero dall'obbligo di fatturazione elettronica, con l'eccezione delle fatture elettroniche nei confronti della Pa che rimangono obbligatorie.

Ai fini delle imposte sui redditi, invece, i contribuenti che rientrano in questo regime sono esclusi dagli indicatori sintetici di affidabilità (Isa), non subiscono ritenute d'acconto e sono esonerati dall'applicarle.

Se manca una di queste condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario.

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