Libia, Conte: aiutiamo per pacificazione - Ultima Ora

Bruno Cirelli
Aprile 14, 2019

Ma Conte ha sottolineato soprattutto che in Libia "il succedersi degli scontri e l'aumento del numero di morti - stimati ormai in alcune centinaia - e di feriti, ma anche degli sfollati, segnalano un concreto rischio di crisi umanitaria che va scongiurato rapidamente". Mentre Roma diventa il centro nevralgico degli incontri con Tripoli, dove ha sede il governo onusiano guidato da Fayez Serraj, il vicepremier e bisministro grillino, Luigi Di Maio, vola negli Emirati Arabi uniti, che sono uno dei paesi che dà appoggio al piano ricco di ambizioni di Khalifa Haftar, generale freelance sta da quattro anni sta cercando di bloccare il percorso avviato dalla Nazioni Unite. Dopo le accuse degli scorsi giorni, sempre smentite dall'Eliseo, arriva la testimonianza di un mercenario egiziano catturato durante i combattimenti. L'uomo racconta di essere salito su un volo per andare a combattere insieme a 14 libici, 30 egiziani e 6 consiglieri militari francesi.

Il vicepremier del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani sarà a Roma domani pomeriggio per un incontro bilaterale con il premier Giuseppe Conte, che propone per l'Italia "un ruolo di facilitatore" nel processo di stabilizzazione e pacificazione. Anche se Bengasi smentisce, le milizie della capitale sostengono di aver catturato circa 200 combattenti fedeli ad Haftar. L'intelligence evidenzia anche "la presenza tuttora massiccia di gruppi presenti nel Paese e direttamente collegati all'Isis, determinati a sfruttare la situazione di caos, pronti a trasformare la Libia nella nuova Siria".

Le violenze in Libia sembrano non risparmiare nessuno: tra le vittime anche sei medici mentre diverse ambulanze sono andate distrutte nei combattimenti.

A chi sostiene che in caso di guerra sarà impossibile tenere i porti chiusi, Salvini ha risposto che così non sarà perché "chi scapperà dalla guerra arriverà in aereo".

"Gli ospedali in Libia -afferma ancora Foad Aodi- sono al collasso".

L'ambasciata d'Italia a Tripoli informa infine che "la notizia secondo cui il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, starebbe per recarsi a Al Rajma per incontrare il generale Khalifa Haftar, è destituita di ogni fondamento". Il primo è stato il ministro dell'Interno: "Stiamo lavorando affinché in Libia le cose non peggiorino. In passato la Francia lo fece e speriamo che non stia ripetendo lo stesso scherzetto perché poi ne pagano le conseguenze tutti". "Quando ragioniamo di Libia - ha precisato - non pensiamo solo alla immigrazione, noi pensiamo anche a pacificare un Paese che è centrale per tutti gli equilibri: del Nord Africa, mediorientali e del Mediterraneo intero, e quindi dell'Unione europea".

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