Il ministro Tria ha escluso una manovra correttiva per il 2019

Paterniano Del Favero
Aprile 14, 2019

Il rallentamento e' in atto in tutta Europa e le previsioni del Fmi coincidono con le nostre.

"Per quest'anno stimiamo una crescita dello 0,2%, ma consideriamo che questo implica una crescita sostenuta già nel secondo semestre di quest'anno, altrimenti non si può raggiungere questo livello", ha evidenziato. Il ministro ha voluto sottolineare che a essere in crisi "non sono i fondamenti dell'economia italiana, ma c'è un rallentamento che colpisce di più i paesi manifatturieri e più aperti alle esportazioni, quali la Germania e l'Italia".

Il ministro nega poi pressioni estere sulla situazione del debito pubblico italiano, pericolosamente alto. "È chiaro - ha ribadito - che noi vogliamo andare avanti con la riforma fiscale ma nel rispetto degli obiettivi, quelli indicati nel Def".

"Allo stesso tempo - ha aggiunto Tria - dobbiamo mantenere una stabilita' finanziaria e abbiamo bisogno di risorse da investire sull'istruzione sul capitale umano, trovare un bilanciamento tra queste necessita'. Questi discorsi sul rischio [provocato dall'Italia] non li ho mai sentiti durante le riunioni". Quindi ha aggiunto: "Il deficit rimane quello che avevamo stabilito".

La Brexit, il protezionismo e le incertezze politiche sono elementi di rischio per l'economia ha detto in un altro passaggio sottolineando che l'economia di Eurolandia si e' mostrata "resistente" e, nel complesso, il settore finanziario non mostra segnali di stress.

Terminata il summit della FMI, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, è atteso in Italia per continuare a discutere insieme alla maggioranza del Def. Il titolare del Ministero di via XX Settembre ai microfoni della trasmissione televisiva 1/2h in più ritorna a parlare della Flat Tax: "Contestualmente - precisa citato dall'ANSA - non è sbagliata e prima di diventare ministro ne ho anche scritto a favore".

Tria: necessario aumentare l'Iva?

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