Destino incerto per i lavoratori del Mercatone Uno

Paterniano Del Favero
Aprile 12, 2019

"Confermando il pieno rispetto delle relazioni con le Istituzioni coinvolte e auspicando un trasparente confronto con le parti sociali, Shernon Holding conferma che parteciperà all'incontro del prossimo 18 aprile previsto presso il MISE". La 'verità', per le tre sigle che i "dipendenti Shernon, ex Mercatone, sono di nuovo nella tempesta".

Arriva dalla stessa Shernon Holding S.r.l., la Società che lo scorso 9 agosto ha acquisito 55 punti vendita a marchio Mercatone Uno (vedi notizia), la conferma di aver presentato al Tribunale di Milano la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo. "Dopo la cessione alcuni soci hanno abbandonato l'azienda ed è rimasto il solo amministratore delegato", spiegano Anna Pensa della Filcams Cgil, Luca Benfenati ella Fisascat Cisl e Giorgio Zattoni della Uiltucs Uil. Tuttavia, negli ultimi mesi, è stato sempre più evidente che la situazione stava degenerando: negozi privi di merce, magazzini completamente vuoti, fornitori che hanno ritirato la merce già consegnata ed hanno smesso di effettuare consegne, ritardi nel pagamento degli stipendi.

Insomma, più di una avvisaglia di difficoltà. "Stante la situazione, è stato chiarissimo che detta cifra sarebbe stata assolutamente insufficiente a garantire la continuità aziendale".

"Il 2 aprile, poi, l'azienda aveva annullato un incontro al Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, con la giustificazione di dover concludere un accordo proprio per la ricapitalizzazione con potenziali investitori". Poi è arrivata la mossa del concordato che innesca quindi la reazione con lo sciopero.

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