Banche, manca l’accordo sui rimborsi. Ma il Mef tira dritto

Paterniano Del Favero
Aprile 11, 2019

Preso atto del voto contrario di 'Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza' e del coordinamento 'Don Torta', oltre che di alcune astensioni, il governo porterà subito Consiglio dei ministri il testo che raccoglie il consenso più ampio possibile delle associazioni dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie.

Sul Pil quasi piatto, +0,1% nel tendenziale a politiche invariate e +0,2% nel quadro programmatico che considera gli effetti dei decreti su "crescita" e "sblocca-cantieri", Tria conferma che "le previsioni ufficiali sono e devono essere di natura prudenziale", anche per non rischiare nuove bocciature dall'Ufficio parlamentare di bilancio e dalle Autorità Ue. I due consoli del Governo hanno una visione molto diversa da quella del loro ministro del Tesoro. "La Flat Tax si farà ma non aumentando l'Iva", ma poi sul nodo delle risorse, Di Maio si conceda dalle nostre domande. "Sono i punti principali del Def approvato oggi in Consiglio dei ministri che fissa la crescita per il 2019 allo 0,2%" rispetto all'1% stimato a dicembre. Lo scrive il ministro dell'Economia Giovanni Tria nella premessa al Documento di economia e Finanza appena pubblicato sul sito del Mef.

Sarebbe spuntato il nodo di come disinnescare l'aumento dell'Iva nel corso della riunione del Cdm che ha varato il Def. E' quanto si apprende da fonti della maggioranza che assicurano, tuttavia, che i problemi saranno risolti.

"Per quanto riguarda gli obiettivi interni di politica di bilancio, lo scenario programmatico prevede un aumento degli investimenti pubblici nel prossimo triennio, che dal 2,1% del Pil registrato nel 2018 si porterebbero al 2,6 per cento del Pil nel 2022". "Questi saranno i fortunati che potranno accedere a questo tipo di rimborso, per gli altri si riaprono le forche caudine dell'arbitrato, questo è stato il dolorosissimo compromesso individuato a seguito dei dialoghi con Bruxelles".

La situazione si fa sempre più tesa e Matteo Salvini non scherza sulla Flat Tax, a cui Giovanni Tria si sta opponendo. Quota 100 e Reddito di Cittadinanza sono state fatte partire, ma le coperture ipotizzate in campagna elettorale sono rimaste soltanto delle buone intenzioni. Il Tesoro ha tuttavia sottolineato che la manovra rappresenta un sentiero di crescita e inclusione, programmato rispettando i vincoli dell'Unione Europea. Inoltre, si tagliano 2 miliardi di euro di servizi alle imprese e cittadini, di cui 300 milioni al trasporto pubblico locale, e ci saranno ulteriori tagli o tasse per fronteggiare l'aumento dell'Iva.

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