Amazon, banda larga per tutti via satellite

Geronimo Vena
Aprile 8, 2019

La multinazionale statunitense starebbe per accingersi a lanciare nello spazio oltre 3.200 satelliti di piccole dimensioni: l'obiettivo è quello di offrire una connessione Internet a banda ultralarga in ogni angolo del pianeta. Lo rivela Geek Wire, che ha individuato documenti denominati Kuiper Systems LLC depositati presso la ITU (Unione internazionale delle telecomunicazioni). Tuttavia, il piano di Amazon prevede l'utilizzo di satelliti in orbita bassa, una scelta meno onerosa rispetto alle classiche soluzioni di accesso ad Internet basate sui satelliti.

Project Kuiper è una nuova iniziativa per il lancio di una costellazione di satelliti che fornirà connettività a banda larga a bassa latenza e ad alta velocità a comunità non servite e poco servite in tutto il mondo. L'opera prevede che i satelliti vengano piazzati a tre diverse altitudini: 784 satelliti a 590 chilometri d'altezza, 1.296 satelliti a circa 610 chilometri d'altezza e 1.156 satelliti a 630 chilometri d'altezza.

Ma se per il lancio dei suoi satelliti SpaceX ha già ricevuto l'approvazione dell'americana FCC (Federal Communication Commission), Amazon è indietro anche su questo e dato che la NASA ha stabilito in uno studio che il 99% dei satelliti dovrebbe rientrare sulla Terra dopo aver raggiunto l'obsolescenza, Amazon deve fare in modo di inserire nel suo progetto anche un sistema per non concorrere alla formazione della discarica spaziale in cui si sta trasformando l'orbita terrestre. "Non vediamo l'ora di collaborare a questa iniziativa con le aziende che condividono questa visione comune". Si tratta di un progetto a lungo termine che prevede di servire decine di milioni di persone che non dispongono dell'accesso di base ad internet a banda larga.

Ancora non è dato sapere se sarà Amazon a occuparsi della costruzione dei satelliti o se affiderà la commessa a una società esterna. Il fondatore, Jeff Bezos, potrebbe servirsi della propria compagnia Blue Origin per inviarli in orbita, tramite il razzo riutilizzabile New Glenn che dovrebbe effettuare il primo volo nel 2021.

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