Incidente Ethiopian, slitta aggiornamento software Boeing 737

Bruno Cirelli
Aprile 4, 2019

Per vedere di nuovo in volo i 737 Max 8 e 9 di Boeing bisognerà aspettare ancora. A far precipitare a terra il Boeing 737 Max che si è schiantato il 10 marzo nei pressi di Addis Abeba è stato un difetto del software del velivolo.

Per andare incontro alle compagnie aeree e fornire loro un velivolo particolarmente allettante - uno dei costi maggiori a cui le aerolinee vanno incontro è quello del costo del carburante - la Boeing ha chiesto ai propri ingegneri di progettare un aereo che fosse particolarmente economico nella gestione.

Citando fonti vicine alle indagini, il WSJ scrive che nonostante siano state seguite queste procedure, fra cui lo shut-down del sistema automatico di controllo del volo, i piloti non sono riusciti a riprendere il controllo del Boeing 737 MAX 8.

Nessuna fumata bianca per il ritorno in pista del 737 max. Il rapporto sarà ora analizzati attentamente anche per via delle somiglianze con l'altro incidente che coinvolse lo stesso modello di aereo in Indonesia.

Il volo ET302 è precipitato il 10 marzo scorso dopo il decollo da Addis Abeba, causando la morte 157 persone, tra cui otto italiani.

La stessa società statunitense e la Federal Aviation Authority hanno suggerito che l'incidente poteva essere stato evitato se i piloti avessero semplicemente seguito le procedure di sicurezza stabilite. Intanto, Boeing tenta di correggere il Mcas per ridurne la forza d'azione. E' questo l'esito delle ultime verifiche da parte di Faa, l'ente per l'aviazione americano, che stima in diverse settimane i tempi per la soluzione al problema al software dei velivoli che la Boeing deve sottoporre come proposta. Ad affermarlo è stata la ministra dei Trasporti etiope, Dagmawit Moges, dopo che il governo del paese africano ha rilasciato il rapporto preliminare delle indagini sull'incidente.

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