Inter, Marotta: "Sistemare il bilancio? Sì, ma conta vincere"

Rufina Vignone
Marzo 30, 2019

Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter, ha chiuso l'evento 'Il Foglio a San Siro' e nel suo intervento ha parlato della questione stadio e anche di quanto successo con Mauro Icardi, nell'ultimo mese e mezzo. "Io sono nato a Varese, se oggi sono nel calcio è perché sono tifoso dello stesso".

"Lo stadio in generale deve avere qualità di appartenenza - ha aggiunto - e deve essere una struttura dove debellare la violenza". In Italia siamo carenti, anche a livello di centri sportivi. "Siamo arrivati lì perché lo sappiamo noi dentro la società; il nostro compito da società è di proteggere l'allenatore con l'obiettivo di rispettare la 'comunità squadra'", ha continuato. Sono favorevolissimo al fatto che i club debbano dotarsi di un impianto all'altezza. Sarebbe bello che il tifoso si recasse allo stadio molto prima della partita per godersi un'esperienza più lunga e orizzontale. Aumento dei prezzi? Andrà di conseguenza, salvaguardando un fascia per i più bisognosi: "non tutti possono spendere 100 euro per una gara". Con Icardi ho cercato di stemperare tensioni nell'interesse di tutti. "La squadra è un gruppo di persone che hanno un valore d'insieme". Bisogna dare un'occhiata ai bilanci ma i tifosi non si devono preoccupare di questo aspetto. E va detto che con la seconda opzione la società ti manda anche via. Suning è forte, voglioso di arrivare in alto, pronto a gestire un patrimonio enorme come quello nerazzurro. Ha ragione. Non è vero che non volevo Ronaldo. "E' falsa la storia che non lo volevo, chiaro che come a.d. non avevamo la sostenibilità per farlo - ha spiegato -". Per concluderla c'è stato bisogno di un gesto di grande lungimiranza del presidente Agnelli che dopo qualche giorno di riflessione ci disse che era possibile. Fu un atto di coraggio da parte degli azionisti.

LA VERITA' SU CR7 - Finale sul portoghese: "Io non volevo Ronaldo? Ha una cultura del lavoro che non ho mai visto a nessuno, lui mette sempre davanti a tutto il calcio e la mamma: il resto non conta". Sono favorevole, non è una macchina perfetta ma dovrebbe ridurre gli errori: se ricordo Fiorentina-Inter di quest'anno, meglio non parlarne.

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