Sabatini: "Quand’ero in coma ho visto il paradiso!"

Rufina Vignone
Marzo 28, 2019

"Quando il mio corpo ha deciso di ribellarsi e di andarsene un po' fuori dalle balle, mai Ferrero mi ha fatto pesare le mie lunghe assenze da Genova". Se fosse salito sull'aereo, probabilmente, non avrebbe potuto essere assistito adeguatamente al sopraggiungere della crisi: "Se fossi salito su quell'aereo sarei morto". Avevo passato il venerdì notte tra cortisone in vena e ansiolitici che mi avevano un po' rimesso in sesto. Quando ero in coma ho visto il paradiso e mi è sembrato un supermercato; ora vorrei vedere quello calcistico con la Sampdoria. Una ricostruzione toccante e un pizzico surreale.

Il responsabile dell'area tecnica della Sampdoria si racconta a Il Secolo XIX: "Erano anni che il corpo mi mandava segnali clamorosi". Adesso prendo 15 compresse al giorno per calmarmi, penso ogni minuto a fumare, ma devo resistere. Vivere senza è una tragedia, ma lo devo fare per chi mi vuole bene. "Ho un grande debito con la Samporia che non so se potrò saldare". Però il mio orgoglio professionale mi tormenta da sempre e non esserci stato in alcuni momenti mi ha ferito. "L'ultimo ricordo di quel momento è uno scambio di messaggi con Osti (il ds blucerchiato, ndr), ancora oggi non ho idea di ciò che i farmaci mi hanno fatto credere succedesse". Ringrazio tutta la Samp per come mi sono stati vicino. Nelle finestre di coscienza mi arrivavano notizie positive, di vittorie. Lo farò con molto dispiacere, perchè la considero un'esperienza incompleta. "Mi piacerebbe rimanere alla Samp e sabato tornerò al Ferraris".

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