Viminale: sì alla cittadinanza a Ramy, il ragazzino-eroe

Bruno Cirelli
Marzo 23, 2019

"Ma allora dovrebbero darla anche a mio fratello e ai miei compagni di classe di origine straniera che vivono in Italia da tanto tempo e magari sono pure nati qui". Oltre ai nostri due eroi in uniforme ce n'è però anche un altro di eroe: ha 13 anni, si chiama Ramy, ha origini egiziane, ed è uno dei bambini che ieri ha nascosto il cellulare al sequestratore avvisando per primo le forze dell'ordine. Fuori dalla scuola Vailati di Crema, la donna dice: "Non lo dico io, lo dicono le registrazioni che ha fatto Adam". Spiega Shehata: "Siamo egiziani, sono arrivato in Italia nel 2001, mio figlio è nato qui nel 2005 ma siamo ancora in attesa di un documento ufficiale". A ribadirlo è il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di Agorà su RaiTre che aggiunge: "Questi temi vanno affrontati a livello di cittadinanza europea".

Il papà di Ramy ha detto al Corriere della Sera che il suo ragazzo "ha fatto il suo dovere". Comunque i bambini sono tutti eroi, sono tutti stati bravi. C'è stata anche una bella collaborazione. Rami quando racconta i momenti concitati del salvataggio, mentre Ousseynou Sy dirottava il bus da Crema verso Milano, intenzionato ad andare a Linate: "Ho nascosto il telefono, facendo finta di consegnarglielo ma poi tornando indietro".

Una stretta sulla sicurezza, maggiori controlli e raccordo operativo con le motorizzazioni civili. Articolo che recita: "Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato". È inoltre richiesta l'intensificazione dei controlli da parte delle Forze di Polizia. Il ministero, secondo quanto si apprende, sarebbe pronto a farsi carico delle spese e di tutte le procedure burocratiche per accelerare al massimo la concessione della cittadinanza. E nel frattempo si richiamano i sindaci, i dirigenti scolastici e ogni altra amministrazione pubblica perché "ogni qualvolta vengano affidati all'esterno i servizi in questione, siano espletati puntuali accertamenti sui requisiti del personale preposto alla guida, e assunte le iniziative più idonee per scongiurare il verificarsi di possibili azioni criminose o, comunque, illecite".

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