La commissione europea multa Google per 1,49 miliardi di Euro

Paterniano Del Favero
Marzo 22, 2019

Secondo l'Antutrust della Vestager, Google avrebbe abusato della sua posizione dominante sul mercato, imponendo alcune clausole restrittive per la piattaforma AdSense, le quali impediscono ai partner del servizio di accettare pubblicità dai motori competitor di Mountain View.

Spesso i siti web di quotidiani, i blog o gli aggregatori di siti di viaggio sono dotati di una funzione di ricerca. I concorrenti come Microsoft e Yahoo non possono vendere spazi pubblicitari sulle pagine dei risultati di Google, per questo i siti di terzi sono per loro un'importante possibilità allo sviluppo della propria attività.

Il punto centrale della questione sono i box di ricerca che Google permette a siti terzi di integrare nel proprio portale.

Sempre dal marzo 2009, il gruppo californiano ha anche incluso nei contratti clausole che richiedevano agli editori di ottenere il suo permesso scritto prima di cambiare il modo in cui le pubblicita' dei concorrenti venivano mostrate. Per Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, "Google ha consolidato la propria posizione dominante nella pubblicità collegata alle ricerche online, mettendosi al riparo dalla pressione della concorrenza con l'imposizione di restrizioni contrattuali anticoncorrenziali ai siti web di terzi". La multa ha un importo da capogiro: 1,49 mld di euro. Di conseguenza, i proprietari di siti web disponevano di opzioni limitate per monetizzare gli spazi sui siti web e sono stati costretti ad affidarsi quasi esclusivamente a Google. Secondo la Commissione, l'azienda domina il mercato dell'intermediazione pubblicitaria nei motori di ricerca nello Spazio economico europeo con quote che sfiorano l'80%. Google è un intermediario, un'agenzia pubblicitaria, tra inserzionisti e proprietari di siti web che desiderano sfruttare lo spazio intorno alle pagine dei risultati. Quindi Google controllava quanto fossero attrattivi i messaggi pubblicitari inseriti dai concorrenti, e quindi i click ricevuti. In questo modo, Google si sforza di mantenere la libertà per i produttori di telefoni di installare qualsiasi app accanto a quelle di Google, promettendo di rendere gli utenti più consapevoli sulla possibilità di scelta di un'alternativa ai servizi di Big G.

Bruxelles non ha ancora commentato gli aggiornamenti proposti da Google e starebbe valutando se siano sufficienti a risolvere i problemi che hanno portato alle due decisioni precedenti contro l'azienda.

Google – Ad Sense for Search
Google – Ad Sense for Search

In seguito, dal 2009, Google ha iniziato a sostituire le clausole di esclusiva con clausole di "posizionamento premium" che imponevano ai publisher di riservare lo spazio più redditizio sulle pagine dei risultati di ricerca agli annunci di Google e di prevedere un numero minimo di annunci di Google.

L'ammenda della Commissione europea di 1.494.459.000 euro (1,29 % del fatturato di Google nel 2018) tiene conto della durata e della gravità dell'infrazione. Attraverso un'accurata indagine, esaminando centinaia di accordi con i propri clienti, la Commissione Ue ha appurato che Google ha intrapreso pratiche scorrente nei confronti dei concorrenti.

Infine, Google potrebbe anche dover rispondere in procedimenti civili di risarcimento di danni eventualmente intentati dinanzi alle autorità giudiziarie degli Stati membri da persone o imprese penalizzate dal suo comportamento anticoncorrenziale.

Detenere una posizione dominante non è di per illegale ai sensi delle norme antitrust dell'UE.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE