Fattura elettronica, l’Agenzia delle Entrate recupera 688 milioni di euro

Paterniano Del Favero
Marzo 22, 2019

La fatturazione elettronica comincia a dare i primi risultati in termini di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate. Grazie alle analisi del rischio basate su e-fatture e dati del portale Fatture e corrispettivi, in poco più di due mesi l'Agenzia ha smascherato un complesso sistema di frodi messo in atto attraverso false fatturazioni tra società cartiere e sono stati scoperti e bloccati falsi crediti Iva per 688 milioni di euro.

In generale, informa l'Agenzia, lo scorso anno sono stati riportati nelle casse dello Stato oltre 16 miliardi di euro derivanti dalle ordinarie attività di controllo. Si tratta di somme effettivamente incassate tramite versamenti diretti (+10%), lettere per la compliance (+38%) e ruoli (+4%).

L'Agenzia registra, invece, una flessione delle entrate derivanti da misure straordinarie, come la definizione delle liti fiscali (-87%), la rottamazione (-41%) e la voluntary disclosure (-25%).

Anche se è vero che il legislatore ha stabilito che per il primo semestre non saranno applicate sanzioni, garantendo pertanto un più sereno avvento di questa nuova tecnologia di fatturazione, è anche vero che il primo semestre sta per giungere a termine e che, proprio per questo motivo, giunge con impellenza il momento di fare chiarezza sui potenziali errori cui si va incontro nella fatturazione elettronica, e quali sono le sanzioni collegate. In aggiunta i dipendenti dell'Agenzia delle entrate sono riusciti a intercettare un numero di acquisti fittizi pari a circa 3,2 miliardi di euro.

Il Fisco contribuisce anche a rendere il Paese più attrattivo per gli investitori, proseguendo nel percorso di digitalizzazione dei servizi. Sul versante dell'interpretazione normativa, il 2018 ha visto l'Agenzia rispondere puntualmente a tutti gli interpelli in scadenza nell'anno, pari a 11.167. Con la legge finanziaria relativa all'anno fiscale 2018, dal 1° gennaio 2019, tale obbligo è stato esteso al "Business-to-Business" (B2B) vale a dire fra privati, e al "Business-to-Consumer" (B2C), cioè tra impresa a consumatore. Cresce l'utilizzo dei servizi online - a quota 8,4 milioni gli utenti registrati ai servizi telematici dell'Agenzia (+20% sul 2017) - e aumentano le visite al cassetto fiscale, che sfiorano i 30 milioni (+12% rispetto al 2017). Mentre per quanto riguarda le fatturazioni verso la pubblica amministrazione, si parla di 28,5 milioni di fatture gestite in tutto l'anno per circa 25mila amministrazioni coinvolte.

In tale ipotesi, l'articolo 34, comma 7, D.P.R. 633/1972 stabilisce che "l'obbligo di emissione della fattura può essere adempiuto dagli enti stessi" (cooperativa o consorzio) "per conto dei produttori agricoli conferenti; in tal caso a questi è consegnato un esemplare della fattura ai fini dei successivi adempimenti prescritti nel presente titolo".

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