Un testimone racconta dell’attacco terroristico in Nuova Zelanda

Bruno Cirelli
Marzo 17, 2019

Si tratta di un cittadino australiano originario del New South Wales che poco prima del terribile assalto ha spiegato i dettagli del piano che intendeva mettere in atto e i motivi del gesto in una sorta di manifesto diffuso poche ore prima di entrare in azione armi in pugno.

In una delle moschee ha aperto il fuoco l'australiano Brenton Tarrant, che ha trasmesso l'attacco on-line. "Tra i feriti ci sono bambini come anziani". Le indagini sono in corso per stabilire il coinvolgimento di altri due arrestati, mentre una quarta persona fermata è stata già rilasciata. Intanto dopo le dichiarazioni della premier neozelandese Jacinda Ardern sull'intenzione di rivedere le disposizioni di legge vigenti sulle armi, il procuratore generale David Parker ha sgomberato il campo dagli equivoci e dai falsi scoop, ribadendo che "non è stata presa ancora nessuna decisione in merito al bando delle armi semi-automatiche". "So che adesso è in pace", ha detto il papà, devastato.

Ma nel pantheon personale di Tarrant c'è anche l'italiano Luca Traini, l'estremista di destra autore dell'attacco dell'anno scorso contro i migranti a Macerata. L'uomo ha ripreso la strage in una diretta Facebook. Il bilancio dell'attacco è di almeno 49 morti e 48 feriti. Brenton Tarrant ha scelto la moschea di Christchurch perché i fedeli sono "un gruppo visibile e numeroso di invasori" gli stessi che sempre secondo la follia dell'attentatore "arrivano da una cultura che ha i tassi di fertilità tra i più elevati" per questo motivo per Tarrant sono ritenuti i responsabili dell'occupazione delle terre "della nostra gente e vogliono sostituirci etnicamente". Secondo quanto alcuni di loro hanno scritto sui social media, atleti e i membri dello staff della squadra si stavano avvicinando sul loro autobus alla moschea Masjid Al Noor quando è scoppiata la sparatoria. Cancellato il test match che era in programma domani contro la Nuova Zelanda.

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