Il Regno Unito chiederà un rinvio di Brexit

Bruno Cirelli
Marzo 16, 2019

L'Unione Europea dovrà decidere se accogliere la richiesta britannica nel corso del prossimo Consiglio, che si svolgerà il 21 marzo. Altrimenti, l'esecutivo chiedera' "un'estensione piu' lunga", che costringerà il Paese a partecipare alle prossime elezioni del Parlamento europeo, in calendario tra il 23 e il 26 maggio.

Nella serata di ieri, giovedì 14 marzo, la Camera dei Comuni ha approvato infatti la mozione per estendere l'Articolo 50 con 412 voti favorevoli rispetto a 202 contrari.

Il primo, presentato da un fronte trasversale pro Remain, chiedeva che il rinvio fosse collegato alla convocazione di un secondo referendum sulla Brexit. Lo sostiene l'ex premier Tony Blair, ma questo piano non ha una maggioranza in Parlamento. "Se la Camera dei comuni troverà un modo nei prossimi giorni per sostenere un accordo, permetterà al governo di cercare un'estensione breve, tecnica, limitata dell'articolo 50 - ha affermato la May, ancora senza voce, in una breve dichiarazione - per dare il tempo di approvare la legislazione necessaria e ratificare l'accordo che abbiamo raggiunto con l'Ue". "Starà al Consiglio europeo prendere in considerazione una richiesta del genere, dando priorità alla necessità di garantire il funzionamento delle istituzioni Ue e tenendo conto delle ragioni e della durata di una possibile estensione". "Sì, per esempio, quella potrebbe essere una novità che potrebbe convincere la Francia e gli altri Paesi a concedere altro tempo". Un no netto invece contro il tentativo d'un drappello di indipendenti di collegare il rinvio con l'obiettivo di un secondo referendum: speranza che i pro Remain più irriducibili non smettono di coltivare, soprattutto se lo stallo e i veti incrociati continuassero a farla da padrone, ma che stasera si prospetta in effetti più remoto sullo sfondo del sostegno incassato da appena 85 parlamentari e del voto contrario di ben 334 colleghi; maggioranza assoluta e blindata dell'aula anche al netto della criticata astensione decisa da Corbyn a nome del grosso del gruppo laburista. "Ma la Camera - ha concluso - deve affrontare le conseguenze delle decisioni che prende".

Intanto da oltreoceano si fa sentire in merito Donald Trump: dopo essersi detto impaziente di negoziare un "accordo commerciale su larga scala con il Regno Unito" dal "potenziale illimitato", Trump ha attaccato May e la gestione dei negoziati sulla Brexit. Non c'è più niente da negoziare, l'accordo che l'Unione europea poteva proporre è stato respinto ma non può essere rimesso in discussione. "Abbiamo avuto una buona discussione, torneremo a vederci, penso che ci sia un rinnovato sforzo del governo per rassicurarci sulle questioni che abbiamo posto", ha detto Dodds all'uscita.

"Ma ha riconosciuto anche che la Brexit è stata il sintomo di una disaffezione, e ha mostrato comprensione per gli elettori britannici".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE