Julio Cesar a DAZN: "Mancini mi ha cambiato la vita"

Rufina Vignone
Marzo 15, 2019

"Mi stanno venendo un sacco di ricordi in mente, i rigori che ho parato, quello a Ronaldinho... I gol subiti no, solo le parate (ride ndr)". C'era un ragazzino che faceva il portiere e aveva il sogno di conoscermi di persona. "L'ultimo giorno c'erano 60mila persone al Maracanà, finire la carriera lì è stata la ciliegina sulla torta".

"Parare un rigore, per un portiere, è come segnare un gol per un attaccante". Ho avuto l'opportunità di pararne tanti all'Inter, ed erano importanti. Il rigore subito da Zlatan Ibrahimovic nel derby contro il Milan? Abbiamo giocato insieme per due anni quindi sapevo come tirava i rigori. Conoscevo il suo modo di tirare e gli ho detto: "Guarda, pezzo di m...a, non tirare forte in mezzo perché te lo paro...' Colsi nel segno, lo capii dal suo sguardo: in questa maniera l'ho costretto a scegliere un lato, pensai che tirasse alla mia destra e ha tirato bene". Lui faceva la solita faccia da figo e metre camminavo indietro gli ho detto: "Ti ho beccato!". Mi butto nell'angolo di sicurezza, ma lui ha tirato forte e bene di là de mi ha detto 'Va dentro e raccogli il pallone, pezzo di m.'. Io mi sono messo a ridere. Coraggio? Sì, lui è un personaggio. Negli spogliatoi dava calci in testa ai giocatori, una volta è successo con Cassano. Ibra è così, fuori di testa.

SAN SIRO - "Qui succede di tutto, dove si gioca bene o si gioca male". Dove la tifoseria va fuori di testa e torna a casa triste. "E' la parte più bella del calcio, è tutto qui".

Ma il primo pensiero va alla tragedia che a febbraio ha tolto la vita ad alcuni ragazzini delle giovanili rubronegre, morti per un incendio scoppiato nel centro sportivo. Se mi suggeriva come parare le punizioni? E io gli dico: 'Mister, io non l'ho mai fatto, non mi trovo a mio agio'. Io dopo che ho smesso, ho chiuso con il Benfica. Siamo andati a Palermo e la prima punizione della partita finisce all'incrocio.

FOTO DA BAMBINO - "Mi sta venendo un po' di emozione". Mi disse di non muovermi. Lui mi dice: 'Julio, penso che per Corini possiamo mettere la barriera al contrario e lo mettiamo in difficoltà. Io parto in ritardo e la Juve segna: finì 2-0. Però non ero d'accordo sulle sue indicazioni per le punizioni: contro Corini e Nedved la stampa mi massacrò, ci parlai e trovai la soluzione. Per me è dura prendere un gol per una cosa che mi ha chiesto di fare l'allenatore perché non ho una scelta libera. Da lì in poi ho fatto a modo mio, poi ovviamente ho preso altri gol su punizione in carriera. "Ho dovuto lavorare per togliermi questo marchio, ma è andata bene".

"Meno male, altrimenti parlavo con l'Inter (scherza ndr)".

"Qua mi vengono in mente i miei ex compagni, quando chiacchieravamo prima delle partite". Oggi sono tutti sui telefonini, ognuno ha il suo mondo.

Marco Materazzi ha creato una chat WhatsApp dove ci sono tutti quelli del Triplete. "Il più attivo è mister Mourinho, è quello che scherza di più". E' uno che riusciva a trasmettere quello che sentiva, il modo di affrontare le sfide. Riusciva a parlarci fino a farci venire il sangue agli occhi, caricandoci. Mourinho sapeva come motivarci: mi ricordo che alla Pinetina, prima della semifinale di ritorno della Champions League contro il Barcellona, ci fece vedere lo spot pubblicitario con i giocatori del Barcellona in cui dicevano che avrebbero venduto cara la pelle pur di ribaltare il risultato, uno spot bellissimo.

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