Il Fatto Quotidiano: "Ecco il nuovo doping delle plusvalenze"

Rufina Vignone
Marzo 14, 2019

La sirena d'allarme è suonata la sera di domenica 10 marzo, durante la Domenica Sportiva. "È nostro compito attenzionare plusvalenze e scambi sospetti".

Sotto la lente d'ingrandimento c'è anche la trattativa per Luca Zanimacchia, ventenne attaccante in forza all'Under 23 della Juventus, che un mese fa la società bianconera ha riscattato dal Genoa: il comunicato ufficiale parla di 4 milioni più altri due di bonus. Nel bel mezzo dell'appuntamento tv nazional-popolare per eccellenza, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina si è messo a parlare di "plusvalenze". I tentativi per aggirare la situazione sono molteplici: se i 20 milioni sono pagati in tre anni, si segna la plusvalenza intera nel conto economico. Si parte dai ricavi generati dalle plusvalenze nel 2016/17 (l'ultima con tutti i bilanci approvati): ben 749 milioni.

Il problema è che le plusvalenze, ad esempio la cessione con valutazione di 20 milioni di un calciatore pagato in precedenza uno o due, vengono inserite nel bilancio ma non sempre costituiscono denaro materiale. Ecco che cosa diventano le plusvalenze: debiti. E quelli delle società di Serie A, non a caso, hanno subìto un'impennata dal 2016 al 2017: da 3 miliardi a 3,6 miliardi. Altro indicatore sospetto è che in due anni le plusvalenze sono raddoppiate, da 381 a 749 milioni, fenomeno spiegabile solo con il tentativodel sistema di tappare le falle in qualche modo. "2447 c.c. e ripristinare l'integrità patrimoniale della stessa". Il Genoa, nonostante avesse segnato all'attivo 30,4 milioni di plusvalenze (più di un terzo dei ricavi), aveva chiuso il bilancio con 12 milioni di perdita, il che aveva provocato la scomparsa del patrimonio netto, che avrebbe dovuto essere ricostituito con costosi aumenti di capitale. Invece è bastata qualche plusvalenza. Il Genoa, ad esempio, "ha 173 milioni di debiti, tre volte il fatturato senza plusvalenze; l'Inter ha 668 milioni di debiti, quattro volte il fatturato senza plusvalenze". Il Milan, che fa relativamente meno plusvalenze e ha chiuso l'ultimo bilancio in rosso di 135 milioni, ha debiti per 537 milioni; la Sampdoria ha 164 milioni di debiti, più del doppio del fatturato senza plusvalenze.

Il Fatto Quotidiano conclude la sua disanima sottolineando che non ci sarebbe timore negli istituti di credito per questa bolla finanziaria: le banche si sentono garantite dagli 1,1 miliardi di euro dei contratti dei diritti tv, già assicurati per questa stagione e per ognuna delle successive. Gaetano Miccichè, presidente della Lega Calcio, dovrà discutere con Gravina per trovare una via d'uscita.

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