Cyber-attacco alla Sarti, diffuse le foto osè La condanna unanime della politica

Bruno Cirelli
Марта 14, 2019

La parlamentare aveva accusato l'ex compagno di essersi appropriato di fondi versati sul suo conto, annullando i bonifici destinati al fondo per le imprese, un'accusa che il gip ha ritenuto infondata. "Non provo alcun tipo di rancore per la Sarti ha detto ieri Tibusche -". E, nonostante l'incalzare della Iena, evita di commentare la natura dei filmati privati (dei quali fa sapere di possedere un backup). Nell'abitazione privata della deputata M5s si svolgevano anche incontri di carattere istituzionale?

A spiegare l'accaduto è stata la "iena " Filippo Roma, autore di tutti i servizi sulla "Rimborsopoli grillina". Si riferisce all'altro episodio che ha tenuto banco tra i parlamentari in questi mesi: un deputato del Carroccio e una del Movimento che sarebbero stati scoperti durante un rapporto nella toilette della Camera. Ma anche di indignazione per il fatto che vecchie foto private della Sarti sono tornate in circolazione in diverse redazioni, per molti una vera e propria forma di revengeporn. Anche sulla pagina Facebook delle Iene il tenore dei commenti è lo stesso, con condanne anche da chi è lontano dal 5 Stelle ma chiede il rispetto per la vita privata della deputata e che la vicenda dei rimborsi resti confinata all'ambito politico del Movimento (al momento, va ricordato, non c'è nessun procedimento giudiziario in corso).

"Basta diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche", serve "il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica". Nonostante questo, pare non sia stato ancora compresa la pericolosità di questa dinamica, che dopo aver colpito migliaia di donne, e di uomini, arriva anche dentro le stanze delle Istituzioni. Giulia Sarti era palesemente inadeguata a rivestire il ruolo di presidente della commissione Giustizia, prima delle famigerate immagini, adesso invece sia considerata adeguatissima, sia risarcita con una nuova presidenza per dimostrare che il privato non è pubblico, che l'intimità è libertà e la trasparenza linciaggio permanente ("occhio di Caino", scrive Richard Millet), che perfino in un'Italia di guardoni, di chiacchieroni, di segaioli, di scooparoli, di fabriziocorona e tv mascalzona, i ricattati possono fare strada e i ricattatori, magari, galera.

Il garante ha invitato i media ad astenersi dalla diffusione di sue immagini personali. "Proporrò alcune modifiche - ha spiegato Ostellari - fra cui l'ulteriore inasprimento delle pene, previste dalla bozza, per chi pubblica materiale senza consenso, contando su un rapporto fiduciario con la persona offesa e, soprattutto, in caso di morte di quest'ultima. Si vergogni chi si è fatto strumento di tanta nefandezza!" Anche le deputate Dem Giuditta Pini, Anna Ascani e Teresa Bellanova hanno manifestato la propria solidarietà alla Sarti per quanto accaduto, mentre una parte degli esponenti grillini (a partire dalla vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni) ha polemizzato con la giornalista Lilli Gruber, rea a loro avviso di aver ironizzato sulla vicenda. Da Giorgia Meloni a Mara Carfagna fino alle deputate del Pd e a Laura Boldrini il disprezzo contro il "revenge porn" (vendetta attraverso il porno) è unanime."La solidarietà a Giulia Sarti per la diffusione di foto o eventuali video privati è sacrosanta". Ma il dettaglio ha la virtù di aggiungere ridicolo al ridicolo di una situazione che è sempre più disperata (per una donna che subisce questa macchina del fango) e sempre meno seria (per il gruppone di eletti della Repubblica e giornalisti di una certà età che ammicca e inoltra come se non ci fosse un domani).

Altre relazioni

Discuti questo articolo