Westminster boccia ancora la May. Caos totale sulla Brexit

Paterniano Del Favero
Marzo 13, 2019

I deputati a favore sono stati 242, quelli contrari 391.

Riguardo all'opzione di revocare l'Articolo 50, questa è stata confermata dalla Corte di Giustizia europea con una sentenza che ha fatto discutere, e che ha sancito che Westminster può revocare il suo addio all'Unione europea, svuotando praticamente di significato l'esito del referendum del 23 giugno del 2016, con cui la maggioranza del popolo britannico ha scelto il 'Leave'. Intanto oggi Theresa May tornerà alla Camera dei comuni per mettere ai voti una mozione "no-deal sì" o "no-deal no". La possibilità di una Brexit senza accordo è sempre più vicina, come ricorda anche il portavoce del presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk. Cox ha sostenuto che il Regno Unito non avrà in ogni caso la possibilità di uscire unilateralmente dal regime di backstop e che i rischi che l'Irlanda del Nord rimanga in qualche modo legata all'Unione europea a tempo indeterminato non sono sostanzialmente cambiati con il nuovo accordo. La sconfitta stavolta e' piu' pesante di quanto si attendesse. La speranza è che metta da parte le ambizioni di vedere finalmente approvato il suo testo, operazione davvero spericolata e estremamente divisiva, per lasciare lo spazio ai deputati per creare alleanze e proporre una soluzione, che a quel punto sarebbe probabilmente un compromesso soft, lontano dalle brame indipendentiste e drastiche dei brexiteers, ma fattibile e consensuale.

Quindi, salvo cambiamenti di programma dell'ultimo minuto, i Comuni si riuniranno nuovamente per decidere sull'opzione 'no deal', vale a dire se procedere o meno con una Brexit senza accordo il 29 marzo, la data fissata per l'uscita del Regno Unito dalla Ue. "Teniamo le mani sul volante e allacciamo le cintura di sicurezza". Una prospettiva molto disturbante sia per i conservatori, che hanno promosso il referendum e che sul tema si sono spaccati, sia per i laburisti, che invece vorrebbero che le elezioni si tenessero sì, ma a livello nazionale, per permettere di immettere aria nuova in un Parlamento a corto d'idee. Il governo "ha fallito" nel portare a casa "gli obiettivi" che esso stesso si era dati sul backstop irlandese, ha detto il leader Jeremy Corbin. Un parere annunciato, al quale si erano aggiunti il no del Dup e di una parte dei Tory.

La crisi di governo - La bocciatura del voto bis, secondo le indiscrezioni raccolte tra i deputati dalla Bbc, potrebbe portare a una crisi di governo e allo scioglimento anticipato del Parlamento dopo la probabile richiesta all'Ue di un rinvio limitato rispetto alla prevista data d'uscita. La stessa editor della Bbc non esclude inoltre che con questi numeri la leadership di May nel Partito Conservatore possa tornare in discussione presto. Il capo negoziatore, Michel Barnier, ha detto che l'Ue ha fatto tutto quello che poteva per aiutare il 'via libera', ma non ha nascosto che "i preparativi per il 'No deal' sono ora piu' importanti che mai".

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