Vaccinazioni: i bambini entrano a scuola, ma partono le lettere alle famiglie

Barsaba Taglieri
Marzo 13, 2019

Un bimbo di 5 anni è stato sospeso dalla scuola materna comunale "LallI" di Sarzana (La Spezia), altri due sono stati sospesi alla Spezia, una decina a Genova e due in Valfontanabuona come riportano le cronache locali, perché i genitori non hanno presentato la certificazione per le vaccinazioni obbligatorie.

I rinvii, le proroghe, le autocertificazioni sono finite: domenica era l'ultimo giorno per mettersi in regola con i vaccini obbligatori, portando il certificato vaccinale a scuola, altrimenti domani, al suono della campanella, i bambini da 0 a 6 anni rimasti con la sola autocertificazione rimarranno fuori dall'aula, finché non saranno in regola. Ieri mattina, verso le 8.30, i Carabinieri del Comando di Latisana sono intervenuti in una scuola dell'infanzia a causa dell'insistenza di una mamma a far accedere la figlia in classe, nonostante fosse priva di documentazione di avvenuta vaccinazione. Palazzo Accursio ha fatto sapere che tutte le comunicazioni con le famiglie avverranno senza coinvolgere le scuole. E il ministero della Salute ieri ha chiarito che il divieto di entrare a scuola non vaccinati scattava oggi.

La situazione, nei termini di complessità di applicazione della normativa, è ancora più complicata per quanto riguarda bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 16 anni frequentanti la scuola dell'obbligo. "Per questo prima di sottoporre mia figlia ai vaccini voglio avere delle certezze". Ho mandato una mail alla dirigente della scuola per avere chiarimenti e se non avrò risposte manderò una pec con una diffida a fare entrare la bambina.

Perché, secondo il più classico cortocircuito cognitivo che si chiama "pensiero motivato", non si tratta di scoprire come stiano le cose, ma di dimostrare quella verità che più ci piace. Senza, però, riuscire nel loro interno.

Se per nido e asilo per i bimbi non in regola è prevista l'esclusione dalla scuola, per le elementari e le medie si va invece incontro a una sanzione pecuniaria fino a 500 euro. Questo non è certo sufficiente a scoraggiare i sostenitori di una teoria bislacca: ci si può sempre rifugiare nel complotto, ipotizzando che la verifica sia stata volontariamente artefatta, oppure che le misure in contrasto con i propri assunti siano affette da errori nascosti, o ancora che le misure in realtà siano false. Intanto non sono noti i numeri esatti, in assenza per l'appunto di un'anagrafe vaccinale centrale, ma i dati dalle Regioni e gli stessi medici dicono che ormai i bambini non in regola dovrebbero essere pochissimi, probabilmente appena poche centinaia (o anche meno) in tutta Italia.

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