Brexit, il Parlamento inglese boccia (di nuovo) l’accordo della May

Paterniano Del Favero
Marzo 13, 2019

I voti contrari sono stati 391 e 242 quelli favorevoli. La sconfitta stavolta e' piu' pesante di quanto si attendesse. Mentre il portavoce del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha spiegato che "se ci sarà una richiesta ragionata da parte del Regno Unito" per un'uscita posticipata, "i 27 Paesi dell'Ue la valuteranno e decideranno all'unanimità". Il capo negoziatore, Michel Barnier, ha detto che l'Ue ha fatto tutto quello che poteva per aiutare il 'via libera', ma non ha nascosto che "i preparativi per il 'No deal' sono ora piu' importanti che mai".

La seconda bocciatura (prevista) - Il risultato del voto odierno era apparso scontato già nel pomeriggio.Tutto infatti sembrava convergere verso il secondo parere negativo del Parlamento all'intesa ("Il miglior accordo possibile", lo aveva chiamato May) raggiunta con Bruxelles, quando al 29 marzo - data limite per prendere una decisione - mancano ormai poco più di due settimane. "Teniamo le mani sul volante e allacciamo le cintura di sicurezza". Per permettere ai deputati di fare una scelta oculata, il governo pubblicherà informazioni sul modo in cui intende procedere sulla questione delle tariffe e su quella dell'Irlanda del Nord, che in questo caso, ironia della sorte, si troverebbe ad avere quel confine fisico con la repubblica irlandese che da anni (quasi) tutti cercano di evitare.

Con una voce molto rauca, forse l'esito del lungo negoziato notturno, May ha detto che lascerà libertà di coscienza ai Tory nel voto sul 'no deal'; ma l'uscita senza accordo sembra uno scenario remoto perché la Camera già in passato aveva detto di non volerlo perché sopprimerebbe il periodo di transizione fissato dall'accordo fino a dicembre 2020 e le società britanniche sarebbero costrette a commerciare con il resto dei Paesi secondo le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio. Così il leader dell'opposizione laburista britannica, Jeremy Corbyn, ha replicato alla premier.

Queste perplessità di tipo legale hanno evidentemente attecchito e convinto la fronda euroscettica del Partito conservatore e gli alleati nordirlandesi del DemocraticUnionist Party a votare No all'accordo.

LONDRA Il Regno Unito, nel suo tentativo di uscire dall'Unione europea, è arrivato in un vicolo cieco dal quale non sa come uscire e a diciassette giorni dalla Brexit, nessuna delle soluzioni sul tavolo ha più chances, o potenzialità, delle altre. In caso di nuova bocciatura, giovedì si terrà un ulteriore voto per stabilire se chiedere un rinvio rispetto alla data del 29 marzo. "L'accordo è morto", ha sentenziato Corbyn che ha chiesto ai Comuni di "unirsi" attorno ad una proposta per la Brexit che possa essere "negoziata" ed ha annunciato che il Labour sottoporrà nuovamente al giudizio del Parlamento la sua proposta per la Brexit. E che la stessa May non è riuscita a ribaltare con gli accorati appelli conclusivi. Il leader laburista ha concluso il suo breve intervento chiedendo nuovamente elezioni anticipate.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE