Morte Astori, indagini chiuse: due medici (uno sardo) accusati di omicidio colposo

Rufina Vignone
Marzo 12, 2019

La procura di Firenze ha chiuso le indagini sulla morte di Davide Astori, ex capitano della Fiorentina trovato senza vita nella sua camera d'albergo a Udine il 4 marzo 2018. I due medici incaricati di certificare l'idoneità sportiva, Giorgio Galanti del Centro di riferimento regionale di Medicina dello Sport dell'ospedale di Careggi e Francesco Stagno, Direttore dell'Istituto di Medicina dello Sport di Cagliari rischiano il processo per omicidio colposo. Stagno avrebbe già chiesto di essere ascoltato dai pm. In particolare a Stagno viene contestato di aver rilasciato ad Astori nel luglio 2014 un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica in cui si attesta la mancanza di controindicazioni nonostante le indagini abbiano ricostruito che nella prova da sforzo si fossero verificate due extrasistoli ventricolari isolate, non segnalate nel referto. Inoltre, i due medici sono accusati di non aver predisposto ulteriori accertamenti diagnostici ad Astori per determinare le cause delle extrasistole, così da escludere una "cardiopatia organica" o una "sindrome aritmogena".

Per la procura, conclude l'Ansa, se la patologia fosse stata diagnosticata al suo stadio iniziale, avrebbe consentito al difensore di interrompere l'attività agonistica e di rallentare la malattia, scongiurando l'insorgenza di 'aritmie ventricolari maligne'. A Galanti la procura contesta il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico nel luglio 2016 e nel luglio 2017. Aritmia originata da "due focolai distinti". Dopo quella di una settimana fa nel paese d'origine, a San Pellegrino in provincia di Bergamo, un'altra cerimonia si è tenuta martedì sera a Firenze nella Basilica di San Lorenzo, ad officiarla don Massimiliano Gabbricci, cappellano della squadra viola e della Nazionale. "Davide che ci guarda dal paradiso ha saputo immettere in tutti noi e ovunque è stato il seme della condivisione" ha detto durante l'omelia. La città si è stretta attorno ai genitori di Astori, Renato e Anna, ai fratelli Bruno e Marco e alla compagna Francesca Fioretti. Tanti tifosi a iniziare da quelli dei club della curva Fiesole e tanta gente comune, alcuni con la maglia numero 13 addosso, tutti accomunati dalla voglia di ricordare Astori.

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