Per la Giornata mondiale del rene porte aperte in Nefrologia

Barsaba Taglieri
Marzo 11, 2019

Giovedì 14 marzo, in occasione della Giornata mondiale del rene, medici nefrologi, infermieri e dietisti delle Usl territoriali incontreranno la cittadinanza nella galleria antistante la farmacia comunale n. 8 dell'Emisfero, in via Settevalli, per fornire informazioni e consigli per la salute e la prevenzione delle malattie nefrologiche.

La finalità di quest'anno sarà quella di portare all'attenzione della popolazione le regole d'oro per mantenere sani i reni.

L'attività sarà svolta fino al 17 marzo prossimo, presso gli ambulatori dell'Unità di Nefrologia e Dialisi, operanti al IV° piano, I° blocco, dell'Ospedale di Rieti, dalle ore 9 alle ore 14.

La Società italiana di nefrologia (Sin) e l'Associazione nazionale emodializzati - Dialisi e Trapianto Onlus (Aned) organizzano in Basilicata la "Settimana della prevenzione sulle malattie renali". All'evento parteciperà anche la Croce Rossa italiana, con proprio personale e un'ambulanza. La popolazione sarà invitata a un controllo della funzionalità renale di base: analisi delle urine mediante stick, consulto con il nefrologo e misurazione della pressione arteriosa costituiranno il primo passo, salvo essere indirizzati a una ecografia renale nel caso in cui i nefrologi individuino un particolare sospetto diagnostico. Il rischio di sviluppare una malattia renale è, infatti, almeno equivalente nelle donne rispetto agli uomini, ma potrebbe essere addirittura più elevato con una prevalenza, secondo alcuni studi, del 14 per cento per le donne e del 12 per cento negli uomini.

Dati epidemiologici. In Italia si può stimare che 6,8 persone ogni 100 hanno una malattia renale e 2,8 persone ogni 1000 hanno un'insufficienza renale cronica avanzata e di questi pazienti il 60% circa ha più di 60 anni.

"Tuttavia - ha aggiunto Cossu - il numero di donne sottoposte a dialisi è inferiore rispetto al numero di uomini e questo per varie ragioni". Colpiscono i reni in modo silenzioso e spesso progressivo, sino a provocare l'insufficienza renale cronica terminale, di fronte alla quale non resta che far ricorso alla dialisi o al trapianto.

"È quindi importante - ha concluso - incoraggiare e facilitare l'educazione, la diagnosi precoce e uno stile di vita sano per prevenire la malattia e rallentarne l'evoluzione".

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