Altro blackout in Venezuela, un medico: almeno 14 morti in ospedale

Bruno Cirelli
Marzo 11, 2019

A quasi 72 ore dall'inizio del più grande blackout della storia, il Venezuela è in ginocchio, completamente bloccato, senza mezzi di trasporto e provviste. A darne notizia su Twitter è Julio Castro, un medico specialista locale.

La ritirata degli agenti è stata salutata con applausi e ovazioni dalla folla, che è cresciuta durante l'ultima ora, dopo che si erano registrati momenti di tensione, quando la polizia ha cercato di impedire la concentrazione dei manifestanti.

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha denunciato che il blackout che paralizza il paese da giovedì è stato causato da una serie di "attacchi cibernetici, elettromagnetici e fisici", in un'operazione di "sabotaggio criminale" organizzata dagli Stati Uniti e messa in atto con la complicità di "sabotatori golpisti infiltrati" nell'ente elettrico nazionale Corpoelec. L'energia elettrica è tornata ieri a mancare in varie zone di Caracas dove era tornata poche ore prima. Come conseguenza 13 pazienti sono morti in un ospedale dello stato di Mongas (nord-est) mentre un'assovciazone che monitora internet ha detto che il 98% del paese è rimasto scollegato dalla rete.

Diosdado Cabello, presidente dell'Assemblea costituente e numero due del partito di governo in Venezuela, Psuv, ha detto: "Per fortuna siamo riusciti a ristabilire il servizio elettrico nel 70% del Paese". Il presidente del Parlamento ha rilanciato su Twitter la sua convocazione a "scendere in massa in piazza contro il regime usurpatore, corrotto ed incapace che ha lasciato al buio il nostro Paese", dando appuntamento ai suoi simpatizzanti nella Plaza Altamira di Caracas, alle 10 (le 15 in Italia). Migliaia di persone sono attese a una manifestazione guidata dal leader dell'opposizione, Juan Guaidó (CHI È), a Caracas. "Pretendono di prenderci per stanchezza, ma non hanno alcuna chance di contenere un popolo che è determinato a ottenere la fine dell'usurpazione". Il presidente Nicolas Maduro (CHI È) ha chiesto una contromanifestazione a sostegno del suo governo lo stesso giorno e nello stesso momento in cui è stata convocata quella dell'opposizione. "Il governo bolivariano ha deciso di sospendere le lezioni e le attività lavorative lunedì 11 marzo - ha scritto il ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez - per sconfiggere, con la forza della verità e della vita il brutale attacco terroristico contro il popolo".

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